scuola chiusa
scuola chiusa

Stamattina la campanella è suonata in molte parti d’Italia dove, anche se in alcuni casi in didattica a distanza, le lezioni sono riprese. Diverso il caso della scuola in Sicilia, dove un’ordinanza regionale ha deliberato uno stop di tre giorni a cui possibilmente ne seguiranno altri due. Di seguito il punto delle situazione.

Stop di tre giorni per la scuola in Sicilia, nessuna Dad attivata

Non riparte oggi 10 gennaio la scuola in Sicilia: a seguito di un appello da parte dell’Associazione nazionale comuni italiani presentato dai sindaci siciliani, la Regione ha disposto un prolungamento della pausa natalizia. Lo scopo è di monitorare la situazione pandemica dell’isola e valutare se sia rischioso o meno riaprire le scuole pur adottando le nuove misure anti Covid indicate il 5 gennaio scorso dal Consiglio dei Ministri.

Si tratta a tutti gli effetti di un’estensione delle vacanze di Natale, in quanto in questi tre giorni si sono di fatto sospese le attività non disponendo il ricorso alla didattica a distanza. Ciò è perfettamente in regola con il calendario scolastico che prevede 200 giorni di scuola: all’inizio dell’anno la Sicilia ne ha previsto in totale 207, avendo quindi la possibilità di poter usufruire di possibili 7 giorni per le eventuali emergenze. La fase pandemica che in questo momento attraversa l’isola costituisce di certo una forte urgenza: al momento, quindi, sono in tutto 5 su 7 le giornate di cui la Regione sta usufruendo.

D’accordo il Ministro Bianchi, che in un intervento a Sky Tg24 ha giudicato legittima le decisione presa, affermando che il calendario scolastico dipende dalle Regioni.

Possibile slittamento di altri due giorni

Mercoledì 12 gennaio si terrà un ulteriore task force per valutare il da farsi in merito al ritorno a scuola in Sicilia, con un nuovo esame della situazione pandemica nell’isola. Si ipotizza un possibile slittamento aggiuntivo di altri 2 giorni in modo tale da far rientrare in classe di fatto gli studenti lunedì 17: come riporta il quotidiano “La Sicilia”, questo sarebbe il piano che la Regione vorrebbe adottare, come strategia “diplomatica” per non cadere in uno scontro con il governo centrale. Infatti, l’ultimo decreto legge dell’esecutivo di Draghi ha ristretto le possibilità di manovra di Regioni e sindaci: questi hanno la deroga per la chiusura delle scuole e il ricorso alla Dad solo se in zona rossa o arancione ma con condizioni epidemiologiche particolarmente gravi.

Il presidente siciliano Musumeci quindi vorrebbe prendere del tempo sperando che dal governo arrivi un  passo indietro e si riconsideri il ritorno alla DAD per qualche settimana: siamo in attesa “di capire se Roma si convinca che noi non chiediamo un capriccio, ma la DAD in questo contesto diventa una necessità” ha ribadito in un intervento al TG regionale di Antenna Sicilia di ieri.

Presidi e sindaci chiedono screening di massa, ma si profila l’inizio della campagna di vaccinazione nelle scuole

Presidi e sindaci in vista del ritorno a scuola in Sicilia chiedono alla Regione uno screening di massa di tutta la popolazione scolastica: l’assessorato alla Salute tuttavia, sembrerebbe non d’accordo, reputando il tracciamento all’apertura non in grado di rendere il reale stato della situazione. Probabilmente, invece, si potrebbe scegliere di potenziare il sistema delle classi sentinella, con tamponi ogni due settimane.

Nello stesso tempo, gli assessori Razza e Lagalla starebbero studiando un piano per avviare la campagna di vaccinazione direttamente all’interno delle scuole: l’obiettivo è di innalzare la percentuale di studenti vaccinati, soprattutto per la fascia dei 5-11 anni.

Nei prossimi giorni si capirà quanto di queste misure si applicherà veramente.