homeschooling
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Il mondo della scuola è ripartito, anche se a macchia di leopardo e nel pieno delle bufera della quarta ondata: il governo vuole le scuole aperte, per difendere il diritto allo studio degli studenti italiani e ha disposto nuove misure anti Covid per limitare il dilagare della pandemia tra i banchi. Non tutti però accettano questa decisione, soprattutto perché fondata in primis sulla promozione della campagna vaccinale: in molti così ricorrono all’Homeschooling, utilizzando gruppi Telegram per organizzarsi.

Cresce in Italia il fenomeno dell’homeschooling

Con lo scoppiare della pandemia è cresciuto nel nostro Paese il fenomeno dell’Homeschooling: si tratta dell’istruzione parentale, ovvero della possibilità che i genitori hanno di occuparsi personalmente dell’istruzione dei propri figli. In base ai dati riportati dal Ministero dell’Istruzione, negli ultimi tre anni il fenomeno si è triplicato, passando dai 5.126 homeschooler dell’anno scolastico 2018/2019 ai 15.361 del 2020/2021: numeri più alti al Nord, con in testa la Lombardia (più di 2000 casi lo scorso anno scolastico).

La tendenza può ulteriormente crescere a causa dell’imperversare della quarta ondata e con la scelta del governo di tenere aperte le scuole: le nuove misure anti Covid adottate in ambito scolastico scontentano molti genitori, che decidono di non vaccinare i propri figli. Questi, stando alle nuove regole, dalla scuola secondaria di I grado, saranno costretti alla DAD e alla quarantena in caso di positività: ed ecco che l’homeschooling potrebbe rappresentare una scappatoia per sfuggire al sistema DAD-green pass-vaccino.

Del resto, la pratica dell’homeschooling è pienamente legale, così come stabilito dagli articoli 30 e 34 della Costituzione, che sanciscono il diritto e il dovere dei genitori di occuparsi dell’istruzione dei propri figli. Il Ministero dell’Istruzione per quest’anno scolastico ha ridotto i tempi per la presentazione delle domande di istruzione parentale, fissando la scadenza entro il 28 gennaio 2022 e non più il 15 marzo: i genitori che presenteranno richiesta si occuperanno dell’istruzione dei propri figli dal prossimo settembre 2022.

Su Telegram si formano ‘gruppi classe’ al di fuori della scuola

Per sottrarsi all’obbligo vaccinale e alle nuove regole anti Covid introdotte in ambito scolastico si assiste alla nascita di gruppi Telegram di genitori e insegnanti no vax: il tentativo è di creare classi alternative, parallele alla scuola in cui non esiste nessun problema di green pass. E il fenomeno dell’homeschooling in questo modo tende ad espandersi.

Come riportato da “Fanpage”, in quasi ogni regione si starebbero creando gruppi Telegram in cui i genitori cercano coetanei dei figli per costituire piccoli gruppetti alternativi alle aule scolastiche. Nello stesso modo, insegnanti sospesi postano annunci in cui offrono la propria esperienza di docenti e talvolta anche la propria casa: “Insegno italiano, arte, tecnologia. Iscritta al DAMS di Torino, indirizzo storico/metodologico. Dispongo di una casa grande che può accogliere un gruppetto di bimbi. Tra poco.. sospesa”, questo ad esempio uno degli annunci riportati.

Sasso esprime le sue considerazioni sull’istruzione parentale

In un’intervista del giornale on line il sottosegretario Sasso esprime la sua opinione sul fenomeno dell’homeschooling: “Ritengo la libertà educativa un valore, un principio in cui credo e la cui declinazione compete ai genitori. Ma rimango convinto che per un bambino non ci possa essere posto più indicato di una scuola in cui crescere, apprendere e divertirsi insieme ai propri compagni e a insegnanti amorevoli e competenti. Come governo stiamo facendo il possibile affinché le scuole rimangano aperte e la didattica sia sempre in presenza”.