riapertura scuola Sicilia
riapertura scuola Sicilia

Dopo il prolungamento di tre giorni delle vacanze di Natale in Sicilia, la campanella, per gli studenti dell’isola, tornerà a suonare domani 13 gennaio: a seguito della task force tenutasi stamattina, infatti, la Regione ha deciso di allinearsi alla linea stabilita dal governo centrale e non estendere ulteriormente la pausa natalizia. Ad esprimere parere contrario sulla riapertura, oltre che le associazioni dei genitori, sono i rappresentanti sindacali locali delle Flc Cgil, UIL e Cisl.

Da domani 13 gennaio riapertura delle scuole in Sicilia

Da domani, 13 gennaio, tutti a scuola anche in Sicilia: dopo una lunga riunione voluta dall’assessore all’istruzione Lagalla, la Regione ha deciso di stoppare le vacanze di Natale, facendo così tornare tra i banchi gli studenti siciliani. Per Lagalla, infatti, non ci sarebbero le condizioni giuridiche tali per prolungare lo stop alle attività didattiche. Concordi anche l’ufficio scolastico regionale e l’associazione dei presidi siciliani.

La riapertura, tuttavia, non coinvolgerà tutte le scuole: in provincia di Messina, Siracusa e in quei comuni in cui i sindaci si avvarranno dei poteri dell’ex art. 50, gli istituti resteranno ancora chiusi e si attiverà la didattica a distanza.

Disapprovazione della Flc Cgil Sicilia

Ad esprimere parere contrario sulla riapertura delle scuole siciliane è, però, la Flc Cgil Sicilia, per la quale la decisione della Regione costituisce un gravissimo errore. Come riporta la Gazzetta del Sud, infatti, a conclusione della lunga riunione il segretario della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, ha commentato: “Tornare a scuola già domani è un gravissimo errore. È assurdo sperare di diventare zona arancione o rossa per tenere chiuse le scuole. Ciò vuol dire auspicare un incremento delle degenze in terapia intensiva”.

A supporto della sua posizione Rizza fa riferimento ai pareri che la comunità scientifica ha espresso in questi ultimi giorni sul rientro a scuola.  Inoltre, punta il dito sulle responsabilità del governo verso tutto ciò che non è stato fatto e secondo lui non si farà in ambito scolastico: “Le promesse sui tamponi gratuiti e sulla fornitura di mascherine ffp2, tra l’altro solo in casi particolari, sappiamo con certezza che saranno difficilmente realizzabili”.

Anche Gaetano Agliozzo, segretario della Fp Cgil Sicilia, sottolinea  le incompiutezze da parte del governo: “Il tracciamento e la fornitura dei presidi di protezione sono due condizioni fondamentali per garantire il ritorno a scuola in sicurezza. Condizioni che sono state disattese”. Katia Perna della Flc Cgil Sicilia, invece, rimarca le difficoltà nella comunicazione dei casi di alunni positivi e nel reperire i supplenti per i docenti assenti.

E disappunto della Uil e Cisl Sicilia

Arriva anche il disappunto da parte della Uil Sicilia, secondo cui la regione si è “piegata” alle scelte “solitarie” del governo decidendo a favore della riapertura delle scuole. Il segretario regionale Claudio Parasporo si mostra preoccupato per il possibile aumento dei contagi che il ritorno in classe comporterà e spera che il governo predisponga ulteriori misure più severe.

Anche il segretario generale Cisl Scuola Sicilia, Francesca Bellia, ha evidenziato la sua preoccupazione per la riapertura delle scuole, in modo particolare quelle dell’infanzia. Sottolinea l’importanza del tracciamento per avere piena contezza dei dati aggiornati: per questo propone la dislocazione in alcune scuole polo dei presidi sanitari territoriali al fine di snellire e velocizzare le procedure di gestione dei contatti a scuola. Inoltre, rimarca l’importanza della forniture delle mascherine Ffp2, anche per gli alunni della secondaria che in regime di auto sorveglianza, a seguito di due casi di positività, possono restare in presenza.