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Sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole, nuova arringa delle Regioni nei confronti del governo per quanto riguarda le ‘regole’ da osservare in merito alle possibili ordinanze riguardanti la sospensione delle lezioni in presenza. Il nodo della questione è rappresentato dalla possibilità o meno di poter derogare alle attività didattiche in presenza solamente in ‘zona rossa‘ o anche in ‘zona arancione‘. Le Regioni, infatti, sono intenzionate a chiedere all’esecutivo Draghi la possibilità di non limitare alle sole zone rosse l’OK per un’eventuale ordinanza di sospensione delle lezioni in presenza.

Sospensione attività didattiche in presenza, Regioni: è scontro con il governo

Le Regioni chiederanno al governo di rivedere i criteri e le competenze sulla sospensione delle attività didattiche in presenza: in buona sostanza, DAD non solamente in zona rossa. Il documento, come riporta il quotidiano ‘Il Messaggero’, è nato da una proposta della regione Campania: il testo sarebbe già pronto e avrebbe ottenuto l’appoggio di gran parte dei governatori delle Regioni.

Ricordiamo che, sino allo scorso anno, le Regioni potevano disporre diversamente in questo senso ma le cose sono decisamente cambiate con il decreto 133/2021 (comma 4 articolo 1), dove è stato stabilito che le Regioni non possano più ricorrere alla DAD in maniera autonoma se non in situazioni di eccezionale e straordinaria necessità o in zona rossa. Prima della conversione in legge del decreto, tale deroga era stata prevista anche per le Regioni situate in zona arancione ma tale disposizione, poi, è ‘scomparsa’. 

Prova ne è il fatto che l’ordinanza della Regione Campania, firmata dal governatore De Luca, che aveva disposto la DAD per infanzia, primaria e medie fino al 29 gennaio, è stata sospesa dal Tar con conseguente rientro immediato degli studenti in classe.

Ricordiamo che, al momento, sono 15 le Regioni collocate in zona gialla: restano ‘bianche’ solo la Sardegna, il Molise, l’Umbria, la Puglia e la Campania. Da lunedì prossimo, però, la situazione potrebbe radicalmente cambiare in quanto Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Calabria e Valle d’Aosta sono a rischio zona arancione.