Vaccino
Vaccino

Vaccini anche a scuola, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, nel corso di un’intervista rilasciata a ‘La Stampa’, ha aperto alla possibilità di creare dei centri vaccinali nelle scuole elementari: l’obiettivo sarebbe quello di incentivare la campagna di vaccinazione per i bambini della fascia di età 5-11 anni, una campagna che, seppur è iniziata meno di un mese fa, non è ancora decollata. Le Regioni, come riporta il quotidiano torinese, avrebbero dato una disponibilità di massima anche se non mancano i dubbi sulla fattibilità del piano del ministro Bianchi.

Vaccini anche a scuola, le Regioni danno l’OK al piano del ministro Bianchi ma con qualche riserva

Si partirebbe dal modello ‘Puglia‘: le vaccinazioni sono entrate in 150 scuole circa e la Puglia è la regione che fa registrare il più alto numero di somministrazioni tra i bambini: oltre il 33 per cento con la prima dose nella fascia di età 5-11 anni. Anche la Campania ha allestito alcuni hub scolastici, sulla scia di quanto sta avvenendo in Puglia. 

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, è assolutamente favorevole e parla di proposta bellissima: ‘Appena ci danno il via, ci organizziamo per attuarla. Più prudente, invece, il presidente del Piemonte, Alberto Cirio che, nonostante abbia dato la propria disponibilità al piano, sottolinea come vi siano già state delle obiezioni e i ‘presidi sono titolari del potere di accesso alle strutture’.

A proposito di dirigenti scolastici, la numero uno dei presidi del Lazio, Cristina Cottarelli, ritiene che gli hub vaccinali dovrebbero ‘essere strutture indipendenti, gestiti senza ricadute su di noi’: un’ipotesi che potrebbe trovare spazio solamente ‘negli istituti che hanno spazi all’aperto, come i cortili’. 

Decisamente meno d’accordo il presidente del Veneto, Luca Zaia, in quanto, secondo lui, ‘creare degli hub nelle scuole richiederebbe uno spiegamento di forze pauroso e sarebbe un’attività a macchia di leopardo’.

Intanto, come abbiamo già anticipato nella giornata di ieri, le Regioni hanno firmato un documento indirizzato al governo all’interno del quale si chiede di non limitare solamente alle zone rosse la possibilità di emanare ordinanze riguardanti la DAD