aula con finestra aperta
aula con finestra aperta

La prima settimana di scuola, dopo la pausa natalizia, è quasi giunta al termine, quasi sempre in presenza, come ha voluto il governo: ciò non toglie che tantissime sono le classi e gli studenti in DAD in tutto il territorio. Continua anche il dibattito sulla riapertura e emerge che la scuola ancora una volta si fa trovare impreparata ad affrontare questa nuova ondata pandemica. Nell’incompiuto ricadono anche i sistemi di aerazione non ancora installati nella quasi totalità degli istituti: a tal proposito Giannelli (ANP) vuole fare chiarezza sui fondi che le scuole hanno ricevuto.

Mancano i sistemi di aerazione nelle scuole

La scuola è ripartita in presenza, anche se tra tantissime difficoltà, docenti assenti e intervallata da classi in DAD e alunni in didattica integrata. Riparte, però, fondamentalmente non preparata ad affrontare la quarta ondata della pandemia: non si sono, infatti, attuate misure preventive, come lo sdoppiamento delle classi e l’installazione di sistemi di aerazione, misure che avrebbero diminuito il rischio di contagiarsi all’interno delle classi.

In assenza di tali provvedimenti, l’esercito di docenti, ATA e studenti seguono le ultime disposizioni indicate dal Consiglio dei Ministri il 5 gennaio, accontentandosi di arieggiare le aule lasciando le finestre aperte, nonostante il freddo della stagione invernale. Il presidente dell’ANP, Antonello Gianelli, però, vuol fare chiarezza sull’erogazione di 350 milioni di euro alle scuole previsti dal Decreto sostegni Bis, chiarendo che il governo non ha destinato tale somma all’installazione di questi dispositivi.

Comunicato dell’ANP

In un comunicato dell’Associazione nazionale Presidi, Giannelli spiega che, con l’erogazione dei 350 milioni di euro, le scuole non hanno potuto installare i sistemi di areazione, poiché il governo ha destinato tale cifra ad altre voci di spesa. Infatti il presidente spiega: “È ben noto che la legge 23/1996 attribuisce la competenza a installare qualsivoglia impianto nelle scuole esclusivamente agli enti locali, non certo alle istituzioni scolastiche. Inoltre, la disposizione di legge che elenca con precisione le destinazioni di spesa di quei 350 milioni è il comma 4-bis dell’articolo 58 del decreto-legge 73/2021 che non menziona tali impianti”. Aggiunge che neanche le indicazioni operative fornite alle scuole dal Ministero dell’Istruzione, con la successiva nota n. 907 del 24 agosto 2021, fanno riferimento alla possibilità di installare tali sistemi.

Giannelli commenta che è scorretto addossare alle scuole, ed in particolare ai presidi, responsabilità che in realtà non hanno: “Abbiamo tutti il dovere di essere chiari nei confronti dell’opinione pubblica, delle famiglie e degli studenti. Addossare responsabilità improprie ai dirigenti scolastici che, da due anni, lavorano senza sosta per assicurare alla collettività un servizio fondamentale, supportando tra l’altro il sistema sanitario, non è solo ingeneroso ma è scorretto, al punto da assomigliare alla sgradevole pratica dello scarica-barile. La competenza in materia di impiantistica, ribadisco, è rigidamente assegnata dalla legge agli enti locali”.