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Ancora una volta un tribunale dà ragione a un docente precario accogliendo il ricorso presentato per il mancato pagamento della Retribuzione professionale docenti (RPD): stavolta è il giudice di Crotone a fare giustizia ad un altro caso di discriminazione che vede protagonisti moltissimi supplenti del mondo della scuola, tra personale docente e ATA. Questi percepirebbero stipendi più bassi del dovuto in quanto non gli si corrisponderebbe la RDP e la CIA, pagati invece agli insegnanti e Ata di ruolo. Di seguito il punto della questione.

Il Tribunale di Crotone emette un’altra sentenza a favore dei supplenti della scuola

Tra i tanti casi di discriminazione a cui spesso il personale precario della scuola va incontro, sia docente che ATA, si elenca l’attribuzione di stipendi più bassi del dovuto: ciò è causa della mancata monetizzazione della Retribuzione Professionale docenti e del Compenso individuale accessorio corrisposti invece al personale scolastico di ruolo, qualunque sia la categoria di appartenenza.

Tuttavia, una serie di ricorsi danno ragione ai supplenti interessati ricorrenti: a fare eco all’appello del tribunale di Mantova, che, ai primi di dicembre, aveva accolto la richiesta di risarcimento di una docente precaria, ora è il giudice di Crotone. Qui il tribunale, l’11 gennaio scorso, ha avvalorato la causa di un insegnante precario che aveva esporto ricorso, contro il Ministero dell’Istruzione per il mancato pagamento della RPD: l’interessato, difeso dagli avvocati dell’ANIEF, aveva svolto supplenze brevi tra il 2016 e il 2021, ma non gli si era mai corrisposta la Retribuzione Professionale docenti, al pari dei colleghi di ruolo.

Nella sentenza emessa si legge pertanto che il Tribunale di Crotone condanna “il Ministero a corrispondere al docente 2.269,92 euro”.

Chi può presentare ricorso

Il caso degli stipendi più bassi per il mancato pagamento della RDP e della CIA  interessa, secondo le cifre riportate dal sindacato ANIEF, circa 300 mila lavoratori precari, sia docenti che ATA: si tratta di supplenti nominati per periodi brevi, di qualche giorno, settimana o mese. Tra questi anche il personale Covid nominato l’anno scolastico precedente e in quello in corso. Anche chi è di ruolo o ha un contratto fino al termine delle attività didattiche può presentare ricorso se in passato ha svolto incarichi brevi per recuperare le eventuali cifre non retribuite negli stipendi. Purtroppo, solo ricorrendo in tribunale si può ottenere il riconoscimento di questo diritto.

Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “gli insegnanti non di ruolo non sono figli di un dio minore, con stipendi bloccati e pure ridotti, per colpa di chi governa e di chi li continua a discriminare. Noi non ci stiamo a questo modo di fare e continuiamo a difenderli in tutti i modi, perché la giustizia prevalga”.