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In base ai dati riportati dall’ISTAT, cresce nel nostro Paese il numero degli alunni con disabilità che necessitano del supporto di un docente di sostegno: figura quest’ultima indispensabile per garantire il diritto allo studio e una corretta inclusione scolastica degli studenti certificati. Tuttavia, le scuole devono ricorrere sempre più spesso a docenti non specializzati, poiché mancano insegnanti abilitati: nonostante ciò i corsi di specializzazione sull’inclusione scolastica restano selettivi e a numero chiuso: occorrerebbe invece quantomeno incrementarne in modo sostanziale il numero dei posti disponibili.

Dati ISTAT sul sostegno agli alunni con disabilità

L’ISTAT ha condotto uno studio specifico sulla scuola nel Report “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità” relativo all’a.s. 2020/21: in base ai dati raccolti, si registra un aumento del 4,4 % del numero di docenti di sostegno rispetto all’anno precedente. Sono 191 mila gli insegnanti in servizio nell’ambito dell’inclusione, di cui 184 mila impegnati nella scuola statale.

Un dato, però, si è subito rilevato: la maggior parte di questi docenti che ha supportato gli alunni con disabilità non è specializzato, in media uno su tre. Nelle scuole del Nord il fenomeno è più evidente, infatti con moltissima difficoltà gli istituti riescono a reperire docenti di sostegno: il risultato è che si arriva ad avere la metà degli insegnanti non specializzati. In totale, incrociando i dati ISTAT con quelli ministeriali, sarebbero oltre 65 mila i professori non abilitati che insegnano nelle scuole italiane.

Occorrerebbe abolire il numero chiuso

Ad inizio anno scolastico, si ripresenta sempre lo stesso problema: le scuole hanno difficoltà nel nominare un docente di sostegno che possa garantire il diritto allo studio agli alunni con disabilità presenti. Spesso succede che le convocazioni per assegnare le cattedre si protraggono per tanto tempo, e solo alla fine di ottobre, inizi novembre, si nominano dei docenti, la maggior parte delle volte non specializzati. Eppure le ultime sentenze parlano chiaro: l’alunno con disabilità deve poter usufruire del supporto da parte di un docente specializzato nell’ambito dell’inclusione.

Nonostante ciò, i corsi di abilitazione sul sostegno rimangano a numero chiuso: tra pochi giorni, entro il prossimo 24 gennaio, le Università interessate dovranno pubblicare le disponibilità dei posti messi a bando per l’attivazione del VII ciclo TFA. Oltre al Tirocinio Formativo Attivo, quali altre possibilità hanno gli aspiranti docenti di sostegno? In Italia in pratica nessuna, e così cresce il numero di chi va altrove, in Spagna o Romania, a conseguire il relativo titolo di specializzazione.

Dal ministero arrivano anche tentativi per ‘bloccare’ il numero di docenti specializzati, con proposte in merito alla mobilità e alla creazione di un’apposita classe di concorso: ma non sarebbe più efficace eliminare i corsi a numero chiuso, aumentando di fatto i posti disponibili in base alle reali esigenze del terrItorio?

Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF, si è più volte espresso in merito: è “urgente l’attivazione di corsi di sostegno senza più numero chiuso, permettendo quindi di far specializzare una quantità di insegnanti tale da sopperire alle gravi mancanze di docenti con basi teorico-pratiche di didattica speciale. È paradossale che quest’anno siamo arrivati al punto che a fronte di 10mila alunni in più ci siamo ritrovati con 12mila docenti di sostegno in meno”.