Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi
Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato gli ultimi dati relativi ai contagi Covid nelle scuole ma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, ha prontamente replicato a quanto dichiarato dal ministro Bianchi durante l’audizione odierna tenuta presso la Camera dei Deputati. Di Meglio ha sottolineato come alcuni dati si limitano alle percentuali: così danno un’idea riduttiva del reale disagio che le scuole stanno vivendo.

Rientro in classe, Gilda: ‘Dati ministro Bianchi danno un’idea riduttiva del reale disagio che le scuole stanno vivendo’

‘Finalmente Bianchi, dopo mesi di richieste da parte nostra lasciate inevase, ha fornito alcuni dati che, però, si limitano alle percentuali e danno un’idea riduttiva del reale disagio che le scuole stanno vivendo’, queste le parole del coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, dopo l’audizione tenuta oggi, mercoledì 19 gennaio, dal ministro in VII Commissione alla Camera.

‘Comunque – ha precisato Di Meglio – le percentuali regionali non sono confrontabili, considerata l’enorme differenza di popolazione studentesca fra i vari territori. Per esempio, il dato del 4,9% di classi in DAD e quarantena relativo alla Campania è del tutto fuorviante, dal momento che un centinaio di sindaci ha emanato ordinanze di chiusura delle scuole dopo la pausa natalizia. Stesso discorso vale per la Sicilia (4,4%) e la Calabria (2,9%). Non si spiegherebbe altrimenti la differenza tra queste regioni e, per esempio, la Lombardia‘.

Rino Di Meglio, comunque, ha voluto ricordare al ministro Bianchi ‘che i sindacati, per legge e per contratto, hanno titolo ad accedere alle informazioni che riguardano la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sarebbe stato, dunque, opportuno che viale Trastevere avesse condiviso questi dati sistematicamente ogni settimana dopo averli ricevuti dalle scuole che li comunicano ogni martedì’.

Il coordinatore della Gilda ha concluso il suo intervento con un altro appunto che, questa volta, riguarda le ormai celebri ‘mascherine mutande‘, considerate ‘del tutto inutili di cui le scuole sono state inondate e che occupano le già scarse aule scolastiche, mentre soltanto in queste ore iniziano ad arrivare in alcuni istituti le Ffp2′.