Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

Ieri, in audizione, Il Ministro Bianchi ha fornito alcuni dati del contagio fra il personale della scuola e gli studenti. Per la FLC CGIL si tratta di dati ‘a dir poco fumosi e opachi’. Lo scrive in un comunicato stampa, in cui minaccia una diffida per inadempienza contrattuale se il Ministro non comunicherà i dati ai sindacati.

I dati sui contagi a scuola sono meno che rassicuranti

Il sindacato sottolinea che i dati comunicati dal ministro Bianchi, se confermati, sono meno rassicuranti di quanto appaiono. Le percentuali suggeriscono, infatti, che complessivamente ci sono 64.368 classi in modalità a distanza o mista, ovvero il 19% del totale.

Nel comunicato leggiamo: “Alla FLC Cgil, che ha già inviato una richiesta di convocazione con all’ordine del giorno la comunicazione dei dati sul contagio da COVID 19, non rimane che diffidare il Ministro per inadempienza contrattuale. Nella nostra richiesta infatti abbiamo rammentato all’Amministrazione che in forza del Protocollo sulla sicurezza, che è scaturito da un confronto sindacale, che è un preciso istituto contrattuale, il sindacato ha il diritto, a tutela del personale, di ricevere i dati del monitoraggio effettuato dall’Amministrazione.

Poi, sottolineando che i dati non sono stati forniti in sede sindacale, si spiega quanto in realtà siano generici e poco trasparenti. La trasparenza vorrebbe che si sapesse quante sono:

  • le classi in presenza totale,
  • quelle in dad,
  • quelle con didattica mista,
  • quanti i lavoratori assenti per ogni scuola,
  • quanti sono i supplenti nominati,
  • quante le classi e le scuole costrette a ridurre l’orario per mancanza di docenti.

La comunicazione è un obbligo

La FLC CGIL fa notare che nemmeno gli Uffici Scolastici Regionali sono messi al corrente di questi dati. Le scuole li comunicano direttamente la Ministero, che poi li condivide in modo poco chiaro.

Ma la comunicazione dei dati non è un optional, è un obbligo del Ministero che si chiama “informativa” e che deve avvenire in un confronto specifico col sindacato“. Gli annunci sul ‘tutto va bene’ del ministro, con fanno più breccia.

Dalle difficoltà del momento, contro l’avversario comune che è il contagio, si esce con la condivisione, con il confronto, con la trasparenza e non con la comunicazione unilaterale priva di interlocuzione con i rappresentanti dei lavoratori“.