scuola d'estate
scuola d'estate

L’idea del cambiamento del calendario scolastico con il prolungamento della scuola d’estate è sempre presente nelle intenzioni del ministro dell’Istruzione Bianchi: ieri, infatti, in audizione in commissione Cultura e Istruzione alla Camera, ha spiegato che starebbe continuando a lavorare ad una riforma del calendario della scuola, nonostante la ripresa post natalizia sia ricominciata senza troppi ritardi. L’intenzione sarebbe quella di dare un nuovo volto all’istruzione italiana: per il ministro, sarebbero due le possibili vie percorribili.

Un’ipotetica riforma del calendario scolastico potrebbe prevedere la scuola d’estate

Il capo di Viale Trastevere sembrerebbe non avere abbondonato l’idea di riformare il calendario scolastico, prevedendone una nuova organizzazione con la creazione o conferma della scuola d’estate. Infatti, nonostante la ripresa delle lezioni sia avvenuta senza sostanziali ritardi, ad eccezione della Campania e della Sicilia, il ministro Bianchi è tornato a parlare di un possibile prolungamento: ieri, davanti ai deputati della Camera in commissione Cultura e Istruzione, ha, infatti, espresso il suo parere in merito alla possibilità di un cambiamento del calendario scolastico.

Relativamente a ciò, ha fatto riferimento al piano estate, descrivendo l’esperienza svolta per la prima volta l’anno scolastico passato 2020/21: “L’anno scorso abbiamo avviato un piano per l’estate in via sperimentale a cui hanno partecipato 7500 scuole“. E a proposito di modificare il calendario ha affermato: “Potremmo in qualche modo agire sul calendario scolastico, però il calendario è competenza esclusiva delle regioni. Noi possiamo fare un ragionamento complesso per verificare le diverse condizioni territoriali. Si può fare“.

Le due vie percorribili secondo il ministro Bianchi

Lo stesso ministro ha ricordato che il calendario scolastico è di competenza delle Regioni: per questo motivo, un suo possibile prolungamento che istituirebbe la scuola d’estate necessiterebbe dell’accordo dei governi regionali. Per Bianchi sono due le vie percorribili: mutare “la norma che prevede che il corso dell’anno sia di 200 giorni” oppure lavorare “su un piano estate che diventi tale da comprendere tutte le scuole”. Propone, quindi, o di modificare la stessa norma secondo cui sono 200 i giorni di lezione da svolgere, o di rendere il piano estate obbligatorio per tutte le scuole, trasformandolo in parte integrante dell’agenda scolastica.  

Al momento il tutto è solo un’ipotesi, e potrebbe restare tale se il mandato di Draghi alla presidenza del Consiglio avesse fine. Nello stesso tempo, se si concretizzasse, potrebbe ricevere il consenso da parte dei genitori, le cui esigenze lavorative si scontrano con le lunghe vacanze estive. Ma per gli studenti la fine della scuola è un ‘qualcosa di sacro’, di tanto atteso e desiderato e per questo rimarrebbero molto scontenti dell’eventuale prolungamento.