PCTO
PCTO

Nelle ultime ore si è accesa la polemica sui PCTO, Percorsi per le competenze trasversali e orientamento, che costituiscono l’esperienza di alternanza scuola lavoro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Per alcuni si dovrebbe procedere con la loro eliminazione, per altri, invece, occorrerebbe muoversi verso una loro rimodulazione, garantendo la sicurezza per tutte le attività previste dalla scuola.

Che cosa sono i PCTO

I Percorsi per le competenze trasversali e orientamento cosiddetti PCTO rappresentano la versione aggiornata dei classici progetti di alternanza tra il mondo della scuola e quello del lavoro: prevedono 500 ore di presenza tra i banchi e 500 ore di lavoro in azienda. L’obiettivo di questi percorsi sarebbe quello di mettere in comunicazione il contesto scuola a quello lavorativo: collegare, infatti, i profili in uscita dagli istituti superiori, in modo particolare quelli professionali, con le imprese presenti nel territorio che necessitano di futuri lavoratori.

La loro istituzione risale al lontano 2003, con l’allora ministro dell’Istruzione Moratti, ma la Buona Scuola del governo Renzi nel 2015 li ha riformati. Il primo esecutivo di Conte ha effettuato un ultimo restyling nel 2018 che ha portato alla versione attuale. Dall’anno scolastico 2017/18 l’alternanza scuola lavoro è entrata a pieno regime, con il coinvolgimento di tutte le studentesse e di tutti gli studenti delle classi terze, quarte e quinte dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali.

In molti richiedono l’abolizione dei percorsi scuola-lavoro

A seguito della tragedia dello studente di diciotto anni morto ad Udine tre giorni fa, durante il suo ultimo giorno di percorso scuola-lavoro, in molti puntano il dito contro i PCTO: l’idea che sta circolando è quella che la scuola dovrebbe essere solo un luogo in cui gli studenti imparino ad usare il proprio intelletto, per poi non essere sopraffatti dalla realtà quotidiana, lavorativa e non. In alcuni casi il tirocinio che gli alunni del triennio svolgono nelle aziende costituisce lavoro gratuito, che per le aziende alla ricerca di manodopera rappresenta un’ottima opportunità libera da diritti sindacali.

In una nota, la segretaria confederale della CGIL  Dettori e il segretario generale della FLC CGIL Sinopoli richiedono l’abrogazione delle norme sull’obbligo dei PCTO introdotta dalla Legge 107: “L’obbligatorietà ha comportato la moltiplicazione di esperienze e attività, non solo slegate dal proprio percorso educativo, ma spesso improvvisate, di scarsa qualità, che in tanti casi si concretizzano in vere e proprie prestazioni di lavoro gratuito prive di qualsivoglia intenzionalità educativa”.

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Fratoianni ha sottolineato  la necessità di eliminare questi percorsi: “Un sistema che non funziona e che non convince, in questi anni abbiamo visto esperienze che si sono rivelati percorsi astrusi, o sfruttamento di fatto dei ragazzi fino all’inserimento mascherato e anticipato di giovani nel mondo del lavoro”.

Si richiede sicurezza per tutte le forme di attività scolastiche

Fuori dal coro Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi: pur mostrando sgomento di fronte alla tragedia di Udine, afferma che l’ANP non vuole chiedere la soppressione di questi percorsi. Ciò che richiede, invece, è che si garantisca la sicurezza a scuola, in ogni sua attività, forma ed estensione.

L’Unione Degli Studenti vuole “una risposta pronta da parte del ministro Bianchi”, e “l’introduzione di uno statuto delle studentesse e degli studenti in PCTO, che tuteli i reali obiettivi formativi”. L’UDS sottolinea che “da anni invoca la necessità di corsi di sicurezza sul lavoro e la sicurezza a scuola, che è una piaga del nostro Paese”.