mobilità
mobilità

Nel pomeriggio di oggi, 25 gennaio, si terrà un altro incontro tra Ministero dell’Istruzione e sindacati: l’oggetto della discussione sarà, ancora una volta, la mobilità del personale scolastico. Occorre al più presto definire le modalità con cui docenti e ATA potranno richiedere domanda di trasferimento per il prossimo triennio ed arrivare ad una conclusione, visto che le riunioni precedenti si sono risolte con un nulla di fatto. In base ad alcune indiscrezioni, sembrerebbe che ci sia la possibilità che si apra uno spiraglio sui vincoli, l’argomento forse più spinoso della contrattazione.  

Incontro Ministero-sindacati sulla mobilità

Oggi, 25 gennaio, gli addetti ai lavori di Viale Trastevere incontreranno ancora una volta i sindacati firmatari per il rinnovo del CCNI già scaduto: il nuovo contratto regolerà anche la mobilità sia quella riguardante il personale docente che quella del personale ATA per il prossimo triennio 2022/25. Occorre procedere in fretta, poiché il tempo a disposizione è ormai pochissimo per definire le nuove procedure. Terreno di scontro tra sindacati e Ministero resta la questione dei vincoli sui trasferimenti, sia per gli insegnanti che per i DSGA neo immessi in ruolo: il Decreto Sostegni bis li ha riconfermati, seppur riducendoli da 5 a 3 anni.

Spiraglio sui vincoli?

Tuttavia, nel corso della riunione di questo pomeriggio, secondo quanto riportato da ‘Il Sole 24 ore’, il Ministero potrebbe portare sul tavolo della trattativa una proposta di incontro con le richieste dei sindacati: la possibilità per i docenti neo immessi in ruolo di poter presentare domanda di trasferimento a seguito dell’anno di prova.

La proposta si baserebbe, quindi, su una sorta di ritorno al passato, all’epoca ‘anti ambiti’ della Buona Scuola del governo Renzi: la sede in cui si è immessi in ruolo, infatti, sarebbe solo sede di assegnazione provvisoria. Dopo il superamento dell’anno di prova, si dovrebbe necessariamente produrre domanda di trasferimento per stabilire la sede di titolarità: qui l’interessato dovrà permanere 3 anni, prima di poter partecipare alla mobilità. Il vincolo, che resterebbe sempre di tre anni, così facendo, scatterebbe dal secondo anno di ruolo.

Ricordiamo che tale vincolo, in base a quanto stabilito dal Decreto Sostegni Bis, si applicherebbe a tutti i docenti trasferiti, indipendentemente dalla scelta analitica o sintetica effettuata. Non riguarderebbe invece i docenti soprannumerari che presentano domanda condizionata.

Di certo l’incontro di questo pomeriggio sarà cruciale: per questo vi aggiorneremo sui risvolti della questione.