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Qualche giorno fa abbiamo affrontato ancora una volta il problema del lavoro sommerso svolto dai docenti, di cui difficilmente si rende conto chi non appartiene al mondo della scuola. Su questo l’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani ha condotto un’indagine, focalizzandosi sulle ore effettive in cui i docenti sono impegnati: il risultato indica un monte orario doppio rispetto alle 18 ore settimanali previste. Immediata la reazione dei sindacati, che giudicano insopportabile il silenzio sulla faccenda.

Indagine dell’OCPI sul lavoro sommerso dei docenti

Si ritorna a parlare del lavoro sommerso svolto dal personale docente della scuola, vale a dire di tutte quelle attività aggiuntive necessarie all’insegnamento che vanno ben oltre le 18 o 24 ore settimanali previste dal contratto. Il dibattito si riapre in seguito ad un’indagine condotta dall’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani su un campione di 166 insegnanti: dallo studio emerge che questi lavorerebbero in media 36 ore alla settimana, con differenze in base alle materie di insegnamento. L’OCPI mette in evidenza che non esistono rilevazioni ufficiali in riferimento a queste attività aggiuntive e nessun contratto le regola.

Per i sindacati non è accettabile

Oltre a suscitare il malcontento dei diretti interessati, che negli ultimi tempi a causa dell’emergenza sanitaria hanno quasi raddoppiato il carico di lavoro, senza ricevere ulteriore retribuzione, arriva anche il dissenso dei sindacati: sia l’ANIEF che la Gilda evidenziano l’incremento del lavoro sommerso dei docenti ed esprimono il proprio disappunto verso il mancato riconoscimento a livello contrattuale.

Proprio sul contratto scuola si focalizza l’attenzione di Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF, il quale reputa “insopportabile il silenzio” con il quale si è accolto il resoconto dell’indagine. Come intollerabile è il tempo trascorso dall’ultimo rinnovo contrattuale, con tante promesse, accordi e patti con il Ministro e il Governo di turno, ma senza che poi questo si traduca in un atto concreto”. E conclude: “Se anche un Osservatorio universitario e super partes, come quello alla guida di Carlo Cottarelli, si sofferma su questa discrasia, sempre più evidente e che sempre più ci allontana dall’Unione europea, dove gli stipendi e la valorizzazione dei docenti sono su livelli decisamente più alti, significa che davvero la misura è colma”.

Rino Di Meglio, segretario nazionale della Gilda, riferendosi alla quantità di lavoro sommerso dei docenti scaturito dall’indagine dell’OCPI, parla di “sfruttamento diventato inaccettabile”. “I docenti chiedono, giustamente, che il loro impegno extra orario ufficiale ottenga un riconoscimento economico e contrattale. Un obiettivo – sottolinea Di Meglio – che può essere raggiunto soltanto investendo adeguate risorse”.