Riforma pensioni a rischio
Pensionati

Riforma pensioni 2023: come previsto da calendario, governo e sindacati proseguono il dialogo relativo alla questione pensionistica nel corso degli incontri prefissati. Nel frattempo, emerge una nuova proposta per l’uscita anticipata. Ecco di che cosa si tratta e tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Riforma pensioni 2023

Come precedentemente anticipato, il 2022 si è aperto con ben poche novità sul fronte pensionistico. Ad eccezione, infatti, della sostituzione di Quota 100 con Quota 102, sono state perlopiù confermate le misure già in vigore negli anni precedenti. Prime fra tutte Opzione donna e l’Ape sociale.

Ad ogni modo, governo e sindacati sono già al lavoro per delineare una riforma strutturale vera e propria che molto probabilmente verrà attuata a partire dal 2023.

A tal proposito, nel corso degli ultimi incontri, sarebbe di fatto emersa una nuova proposta avanzata da Michele Reitano, membro della commissione tecnica presso il Ministero del Lavoro. Vediamo subito di che cosa si tratta.

La nuova ipotesi per l’uscita anticipata

Man mano che procedono i lavori di governo e sindacati sul fronte pensionistico al fine di trovare una soluzione sostenibile finanziariamente, stanno emergendo sempre nuove proposte per modificare l’attuale sistema previdenziale. In particolare, in questo contesto, Michele Reitano avrebbe di fatto avanzato una nuova ipotesi. Una penalizzazione sull’assegno per ogni anno di uscita anticipata. Un meccanismo in realtà già proposto anche in passato, ma mai preso finora veramente in considerazione.

Nel concreto, la formula prevedrebbe un taglio del 3% circa della sola quota retributiva di pensione per ogni anno di anticipo. Partendo da una età minima che potrebbe essere fissata intorno ai 64 anni. Così facendo, più si anticipa l’uscita dal lavoro e più si perde di pensione. Scoraggiando dunque chi intende lasciare il lavoro molto prima dei 67 anni. Inoltre, si andrebbe anche ad accelerare la fine del calcolo retributivo, prevista per tutti entro il 2035.