Scrutini, i docenti di potenziamento vi partecipano?

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La chiusura del primo quadrimestre è imminente e dalla prossima settimana prenderanno avvio gli scrutini in tutte le scuole di ogni ordine e grado. I docenti devono adempiere a dei compiti, tra cui il più importante, come sappiamo, è quello della valutazione di ogni alunno. Ma come partecipano alle procedure scrutinali gli insegnanti su potenziamento? Fanno parte dei consigli di classe? Cerchiamo di fare chiarezza qui di seguito.

 Scrutini e docenti di potenziamento

Manca pochissimo ormai alla chiusura del I quadrimestre ed in ogni scuola si è messa in moto la macchina per avviare i lavori propedeutici allo svolgimento degli scrutini: compiti da correggere, ultime verifiche orali, conteggio di assenze, griglie da compilare, giudizi da preparare. Questo momento è molto importante, poiché si attestano le conoscenze, le competenze, l’impegno e la maturità raggiunti e acquisti durante i primi mesi dell’anno scolastico. Tutti i docenti dei consigli di classe sono coinvolti in prima persona, anche se il coordinatore di classe gioca sempre il ruolo di regista dell’intera procedura. Ma qual è il compito degli insegnanti impiegati sul potenziamento didattico? Come prendono parte agli scrutini e qual è il loro apporto?

Ricordiamo che la figura dell’insegnante di potenziamento nasce a seguito della Legge 107 del 2015, la cosiddetta Buona Scuola del governo Renzi. Anche i docenti assunti su organico Covid possono rivestire questo ruolo: in modo particolare durante quest’anno scolastico, in cui la brevità dei contratti, prima fissati al 31 dicembre, ora prorogati al 31 marzo, ha impedito che gli fossero assegnate delle classi, come invece accaduto in alcune scuole l’anno scorso 2020/21.

Modalità di partecipazione degli insegnanti di potenziamento

In base all’art. 2 del Decreto Legislativo n, 62 del 2017, i docenti che nella classe effettuano specifiche attività di potenziamento volte all’ampliamento dell’offerta formativa, non sono tenuti a partecipare agli scrutini. Questi insegnanti devono “fornire elementi conoscitivi sull’interesse manifestato e sul profitto conseguito da ciascun alunno”.

Ogni scuola, in sede di collegio docenti, ha stabilito a quali attività didattiche destinare il supporto dei docenti di potenziamento, definendone sia le modalità che l’apporto orario settimanale (tenendo conto sempre delle 18 o 24 ore di servizio). Nello stesso modo, il Dirigente Scolastico preventivamente potrà decidere il modo con cui questi insegnanti forniranno gli elementi conoscitivi sopra richiesti per ogni alunno seguito. Nella maggior parte dei casi si tratta di un giudizio scritto da consegnare al coordinatore di classe e da trascrivere nel verbale di scrutinio.

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