Continuano le vicende di docenti che, conseguita la specializzazione all’abilitazione al sostegno in Romania (di cui l’Italia ha un incredibile bisogno, solo 1 alunno su 6 ha la possibilità di essere assistito da un docente con le giuste competenze), si vedono rigettare la loro domanda per essere inclusi nelle liste di graduatoria di I fascia provinciale per le supplenze (G.P.S.).

Tuttavia questo increscioso mal esercizio della giurisprudenza sta producendo un sin numero di ordinanze favorevoli al riconoscimento automatico dei titoli di specializzazione conseguiti all’estero in uno qualunque dei Paesi Membri dell’Europa. Ma perché questa ordinanza del Tar del Lazio è importante rispetto ad altre?Vediamo di scoprirlo.

L’ordinanza del 15 gennaio del Tar del Lazio

Il Tar del Lazio ha stabilito, per l’ennesima volta, in base alla normativa europea e italiana, la liceità del titolo per l’abilitazione al sostegno conseguito in Romania e l’obbligatorietà fatta al Ministero dell’Istruzione di riconoscerlo in via automatica.

E’ stato ribadito che la valutazione durante il processo decisionale non va effettuata sulle differenze o similitudini organizzative della Pubblica amministrazione nell’uno o nell’altro Paese, né tantomeno sull’integrazione esistente tra i due Paesi comunitari quanto sul livello di competenza, sulla qualità dell’insegnamento fornite dall’università che ha rilasciato il titolo. Naturale che l’università debba essere accreditata dagli enti preposti nel proprio Paese, in questo caso la Romania. Il ricorso è stato sviluppato e discusso dallo studio legale Bongarzone Zinzi in rappresentanza di alcuni docenti a cui non era stato riconosciuto il titolo.

Il Tar del Lazio quindi ha ingiunto il Ministero dell’Istruzione di riesaminare tutte le pratiche rigettate, di riconoscere i titoli dei docenti in causa e di pagare le spese legali.

Perché questa ordinanza è importante

Questa ordinanza è significativa perché è di fatto la prima volta in cui si ha il riconoscimento dei titoli di specializzazione in prima istanza da parte di un tribunale amministrativo senza dover ricorrere al Consiglio di Stato. In secondo luogo perché questa ordinanza, unita ad altre precedenti, sta facendo storia. In che senso? Nel senso che si sta delineando un percorso giuridico che presto porterà al riconoscimento del Tirocinio Formativo Attivo, TFA, ottenibile in Romania ‘parificato’ a quello ottenibile in Italia. Queste ordinanze muovono l’Italia verso un maggior recepimento degli ideali comunitari a discapito di un sovranismo residuale. 

Questo percorso è iniziato nel lontano 2005 con la direttiva europea n. 36 che obbligava il riconoscimento da parte dei singoli Stati Europei dei titoli accademici, incluse le specializzazioni, conseguite in università estere ma comunque all’interno dei Paesi Membri dell’Unione Europea. 

Tale normativa europea è stata recepita in Italia nel 2007 attraverso il decreto legislativo n. 206.

Nel 2008 iniziano i primi ricorsi contro l’esclusione dalle liste di graduatorie perché non viene riconosciuta la specializzazione all’abilitazione al sostegno.

Il Tar del Lazio, nel maggio (sentenza n.5316/2020 del 20/05/2020) e nel luglio 2020 (n. 7616/2020), emana alcune ordinanze prendendo posizione a favore del riconoscimento dei titoli rilasciati in Romania. Enunciando che il fatto che la pubblica amministrazione rumena sia organizzata diversamente da quella italiana non può essere elemento discriminante nella valutazione delle competenze, della durata complessiva del corso e della qualità o livello conseguito.

Nel novembre 2021, fa seguito l’ordinanza del Consiglio dello Stato che rimarcava lo stesso fondamento per il riconoscimento dei titoli accademici ottenuti frequentando una università accreditata rumena.

Tutte queste ordinanze hanno ormai consolidato e aperto una porta che non potrà più essere chiusa e fugano ogni dubbio sulla validità di un titolo conseguito in Romania.

Per ottenere maggiori informazioni su come conseguire l’abilitazione mediante una Università rumena direttamente in Italia, visitate il sito abilitatialsostegno.it oppure richiedete una consulenza tramite i seguenti recapiti:

Numero verde: 800 719 719

Mail: info@abilitatialsostegno.it