Precari
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In questi giorni sono stati prodotti diversi emendamenti da parte delle forze politiche, emendamenti relativi alle numerose problematiche che, da sempre, attanagliano il mondo della scuola. Tra queste, quella dei precari. Gli emendamenti in questione sono stati prodotti sulla scia di quelli presentati da Anief circa due settimane fa.

Tra i vari emendamenti presentati citiamo la richiesta di assunzione dei supplenti sul 100% dei posti vacanti e disponibili. Vi è inoltre l’estensione dei contratti Covid fino alla fine dell’anno scolastico. Il fine ultimo è la modifica del Decreto Legge n. 228/2021 riguardante le “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi”. Ci riferiamo al Milleproroghe pubblicato lo scorso 30 dicembre in GU.

Precari: emendamento anche per gli insegnanti di religione

Da segnalare anche un emendamento riguardante un reclutamento straordinario per gli insegnanti di religione. È dal 2004 che non viene avviato un concorso volto all’assunzione a tempo indeterminato di questa branca di docenti. Da ricordare come nel dicembre del 2020, l’allora ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sottoscrisse assieme al presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, l’intesa sul bando di una procedura concorsuale selettiva rivolta ai docenti di religione. Da allora, tuttavia, non ci sono stati ulteriori aggiornamenti importanti.

Le richieste di Anief

Le richieste formulate da Anief, rappresentato dal presidente Marcello Pacifico, sono volte a dare risposte concrete ai mille dubbi che attanagliano i lavoratori del mondo scuola. Così come si cerca di trovare soluzioni ai numerosi problemi derivanti dalla pandemia da Covid-19 che rendono difficoltoso il regolare svolgimento delle lezioni nelle classi. Tra gli emendamenti si ricorda la possibilità di assumere a tempo indeterminato i precari storici anche dalle Gps di II fascia, ma anche la mobilità straordinaria del personale. Nell’emendamento in questione è specificato peraltro il “rientro dei docenti ingabbiati per via dei contorti e poco trasparenti meccanismi di reclutamento ad oggi operati e in risposta alle call veloci attuate a livello nazionale”.