alunna con sostegno
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Più volte abbiamo ribadito l’importanza che il docente di sostegno riveste all’interno della scuola: non solo tutela e garantisce l’integrazione degli alunni con disabilità, ma supporta l’intera classe nel processo di apprendimento-insegnamento. Allo stesso modo, in più occasioni abbiamo messo in luce come spesso si impiega questo insegnante per supplire i colleghi assenti, utilizzandolo in modo improprio e ledendo il diritto allo studio dello studente certificato.

Docente di sostegno impiegato per supplenze giornaliere

Nonostante la normativa tuteli il diritto all’alunno con disabilità di essere seguito dal docente di sostegno per l’intero monte ore settimanale a lui assegnate, accade a volte che ciò non avviene: capita spesso che l’insegnante debba supplire i colleghi assenti, cambiando così il suo orario giornaliero di lezione. In molte scuole, infatti, sussiste ancora la figura del collega di sostegno che funge da “tappabuchi” e ricopre le assenze giornaliere, risolvendo un problema di non facile soluzione in molti casi. Con la ripresa delle attività didattiche dopo le vacanze di Natale, sembrerebbe che la situazione sia peggiorata, in quanto molti sono i casi di docenti assenti per malattia o in quarantena.

A lanciare stavolta l’allarme è Giovanni Barin, referente Gruppo Scuola di Ledha – Lega per i diritti delle persone con disabilità che, in un’intervista a ‘Ilfattoqutotidiano.it’ di qualche giorno fa, afferma: “Arrivano diverse segnalazioni di scuole in Lombardia che utilizzano l’insegnante di sostegno impropriamente per sostituire colleghi assenti. Con la conseguenza inaccettabile di non poter far seguire le lezioni agli alunni che sarebbero chiamati a sostenere”.

Anche Evelina Chiocca, presidente del Coordinamento italiano insegnanti di sostegno (Ciis), conferma il problema: “è una discriminazione presente non solo in Lombardia ma in tutta Italia. Mancano le risorse a livello nazionale necessarie per garantire il diritto allo studio per tutti. Stiamo assistendo – continua – ad un uso improprio dei docenti di sostegno. Questo è un fatto gravissimo per l’intera classe, cosi non c’è l’inclusione scolastica”.

Normativa di riferimento

Intanto, la normativa è chiara: tutela il diritto dell’alunno certificato ad essere seguito dal docente di sostegno assegnatogli per tutte le ore previste. Ricordiamo, infatti, che la circolare  ministeriale n.4274 del 4 agosto 2009  “Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità” afferma: “L’insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni se non quelle strettamente connesse al progetto d’integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto”.

La nota ministeriale prot. n. 9839/2010 indica di non ricorrere all’uso del docente di sostegno per supplire i colleghi assenti, salvo in casi di estrema eccezionalità: in molte scuole, invece, questa prassi è la normalità, che tra l’altro cozza con le ultime disposizioni ministeriali riguardo gli alunni con disabilità e BES. La Nota del Ministero dell’Istruzione e della Salute del 21 gennaio scorso, infatti, garantisce le lezioni in presenza per gli alunni con disabilità e BES.