personale Covid
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Dopo due anni di pandemia, il nostro Paese inizia a rivedere la luce: il premier Draghi, infatti, ha annunciato che non ci sarà nessuna proroga dello stato di emergenza, che avrà pertanto fine il prossimo 31 marzo. Tante le ripercussioni nella vita di tutti i giorni che, man mano, si avranno, anche in ambito scolastico: si parla, infatti, della fine di quarantene e della DAD, si formulano ipotesi sull’uso delle mascherine in classe. Ma dell’organico Covid cosa ne sarà? Ci sarà una proroga dei contratti per il personale docente e ATA che presta regolarmente quotidiano servizio nelle scuole? Una cosa è certa, il governo deve fare in fretta.

Attesa per la proroga dei contratti dell’organico Covid: si devono trovare le risorse

Con la fine dello stato di emergenza annunciato dallo stesso premier Draghi per il prossimo 31 marzo (almeno questa ne è l’intenzione) si avranno anche delle ripercussioni sulla scuola, che resterà sempre aperta per tutti: si elimineranno le quarantene da contatto e non si avrà più l’obbligo di indossare le mascherine FFp2 (resterebbe invece ancora quello verso le protezioni di uso chirurgico).

L’attenzione è adesso concentrata sull’organico Covid, di cui in più occasioni abbiamo riportato le vicende travagliate: in tantissimi, circa 70mila, si chiedono, infatti, se i contratti avranno una proroga fino a giugno o invece giungeranno a termine a partire dal 1° di aprile. Il problema consisterebbe nel reperimento delle risorse necessarie per salvare circa 70mila posti di lavoro, tra docenti e personale ATA. Per prorogare i contratti da dicembre a marzo sono serviti 400 milioni di euro, ma nonostante il governo avesse indicato il mese di febbraio come momento per effettuare una ricognizione sui nuovi fondi necessari, ad oggi non si sa nulla.

L’appello della Cisl Scuola

Intanto occorre fare presto per garantire alle scuole l’importantissimo supporto, ancora indispensabile, dell’organico Covid: è quanto sottolinea in un’intervista all’’Adnkronos’, Maddalena Gissi, segretaria nazionale del sindacato Cisl Scuola, ribadendo che, anche grazie a docenti e ATA Covid, si è garantita la riapertura delle scuole.

 “Ora – afferma– ci aspettiamo un riconoscimento dalla Presidenza del Consiglio attraverso il finanziamento degli ultimi mesi sino al termine delle attività didattiche, evitando interruzioni che arrecherebbero danno agli studenti e all’ordinaria offerta formativa. È un appello accorato – conclude – che non può essere disatteso; ci saranno sicuramente fondi ed economie già nelle casse del Ministero dell’Istruzione; si finanzino al più presto i fabbisogni richiesti dai Ds perché i tempi sono molto stretti e al 31 marzo più di 70.000 persone rischiano di non avere più il contratto di lavoro”.