alunni a scuola
alunni a scuola

A distanza di quasi 50 anni potrebbe tornare il latino nelle scuole medie. Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha aperto a tale possibilità nel corso di un’interrogazione parlamentare sollevata da alcuni senatori di Forza Italia (Antonio Barboni, Anna Maria Bernini, Nazario Pagano, Urania Papatheu e Fulvia Caligiuri), un’interrogazione riguardante l’ipotesi del ritorno dell’insegnamento della lingua e grammatica latina sin dalla scuola secondaria di primo grado

Ritorno del latino anche alle scuole medie? Bianchi dà l’OK

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è assolutamente d’accordo sul valore formativo delle ‘lingue classiche essenziali per comprendere il presente e per sviluppare i saperi fondamentali che conducono alla riflessione e alla più ampia conoscenza del mondo e della società moderni, allo spirito critico e al ragionamento necessari per l’emancipazione delle alunne e degli alunni, per la cittadinanza europea e per la difesa dei valori comuni’.

Bianchi: ‘Servirebbe però un intervento normativa che incida sull’intero assetto della scuola secondaria di primo grado’

In ogni caso, Bianchi ha sottolineato che “un’eventuale reintroduzione di tale disciplina richiederebbe un intervento normativo di tipo regolamentare che vada a incidere sull’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola secondaria di primo grado con una rimodulazione dell’intero piano di studi e dei relativi quadri orari”. 

Dalle parole di Bianchi, comunque, si comprende che la questione è tutt’altro che semplice, visto che si dovrebbe poi mettere nero su bianco. Dunque, l’ultima parola spetta alle scuole, in base al principio dell’autonomia. I collegi dei docenti, quindi, andranno a decidere se riportare o meno l’insegnamento del latino nella propria scuola.

Bianchi ha confermato questa direzione: “Alla luce di tale quadro di riferimento – ha affermato Bianchi – si può ritenere, pertanto, che il piano triennale dell’offerta formativa delle scuole secondarie di primo grado possa prevedere, se opportunamente deliberato, anche l’insegnamento del latino“. 

Il giudizio di Cristina Costarelli (ANP)

La presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, Cristina Costarelli, ha commentato le parole del ministro: ‘Lo studio del latino è possibile solo se si conoscono bene le strutture grammaticali e sintattiche dell’italiano: se gli alunni arrivassero alla terza “media” con una padronanza della lingua madre ben conosolidata – ha precisato la dirigente scolastica del Liceo Statale “Isaac Newton” di Roma – sarebbe già un ottimo risultato. Constatazione confermata dai docenti del liceo che, prima di iniziare con il latino, devono tornare a lungo su analisi logica e analisi del periodo. Per cui, meglio lasciare il latino ai licei e lavorare bene sull’italiano nella scuola del primo ciclo’.