concorso ordinario
concorso ordinario

Dopo due anni di attesa, finalmente tra poche settimane partirà il concorso ordinario per la scuola secondaria di I e II grado: con esattezza, l’unica prova scritta prevista (il Decreto Sostegni Bis ha infatti eliminato la preselettiva) si svolgerà secondo calendario a partire dal prossimo 14 marzo per concludersi per tutte le classi di concorso interessate entro il 13 aprile 2022. Molti dei candidati per quelle date si ritrovano in servizio in una scuola: quale permesso devono pertanto chiedere per poter prendere parte alla prova? Cosa devono presentare all’istituto scolastico in cui lavorano?

Tra poco partirà il concorso ordinario per la scuola secondaria

Per tutti gli aspiranti docenti a tempo indeterminato della scuola secondaria di I e II grado l’attesa durata 2 lunghi anni è finita: dal 14 marzo in poi e fino al prossimo 13 aprile, infatti, si svolgerà la prova scritta del relativo concorso ordinario. Tantissimi i docenti interessati: alla data di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione, fissata sempre al 31 luglio 2020, si sono contate 430.585mila domande, per un totale di 33mila posti messi a bando, da distribuire nelle varie classi di concorso.

Ad oggi e per la data di svolgimento della prova scritta, molti di questi candidati potrebbero essere in servizio a scuola. Inoltre, anche se la maggior parte degli aspiranti si compone di docenti precari, potrebbe esserci qualcuno che, essendo di ruolo nella scuola dell’infanzia o primaria, ha ugualmente presentato domanda di partecipazione. In questo caso cosa succede? Quale permesso si deve chiedere per poter prendere parte alla prova (sia scritta che eventualmente orale)?

Permessi usufruibili dal personale in ruolo

Il personale scolastico ha diritto a permessi per la partecipazione ad un concorso o per sostenere esami universitari. A stabilirlo è il CCNL 2007, confermato dal contratto 2016/18. Precisiamo subito che vi sono delle differenze per il personale di ruolo e a tempo determinato.

In base all’articolo 15, comma 1 del CCNL, il docente con contratto a tempo indeterminato, previa documentazione anche autocertificata, ha diritto ad usufruire di permessi retribuiti per la partecipazione a concorsi o esami di qualsiasi natura. Tali permessi ammontano a 8 giorni complessivi (compreso l’eventuale spostamento) calcolati per anno scolastico e sono usufruibili anche qualora la prova si svolgesse in orario diverso da quello di servizio (per esempio nel pomeriggio).

Inoltre, anche per il personale che svolge servizio part time può richiederli: occorre presentare opportuna richiesta supportata da dettagliata documentazione al DS, in cui si indica la data e il luogo di svolgimento della prova/esame. Non è possibile, pertanto, richiedere dei permessi da destinare alla preparazione, per la quale è tuttavia possibile usufruire di altre opportunità (permessi o aspettativa per motivo di studio).

Permessi per il personale a tempo determinato

La maggior parte dei partecipanti al prossimo concorso ordinario per la secondaria, tuttavia, ha dei contratti a termine: anche loro possono usufruire di permessi per poter svolgere la prova, ma con una grande differenza rispetto a possibili (e pochi) colleghi in ruolo. In questo caso l’art 19 comma 7 del CCNL stabilisce, infatti, che anche i precari possono usufruire di tali permessi, ma questi non saranno retribuiti e non si potranno conteggiare nei giorni di servizio prestato. Quest’ultimo aspetto è altrettanto importante, poiché a volte proprio per pochi giorni non si riesce a valutare per intero un anno di servizio svolto ai fini del punteggio nelle graduatorie di inserimento.