concorso ordinario
concorso ordinario

I candidati al concorso ordinario per la scuola secondaria di I e II grado hanno ormai poco tempo per prepararsi: finalmente, dopo due anni di lunga attesa, dal 14 marzo in poi prenderà avvio la procedura concorsuale bandita nell’aprile 2020 che, a causa della pandemia, non è stata ancora svolta. Occasione importante questa per tanti docenti precari che puntano all’immissione in ruolo nella secondaria: non tutti ovviamente potranno ottenere un contratto a tempo indeterminato, ma quanto meno conseguiranno l’abilitazione alla classe di concorso per cui partecipano.

A breve l’avvio del concorso ordinario per la secondaria

Dopo due anni di attesa, a breve scatterà il concorso ordinario per la scuola secondaria di I e II grado: dal prossimo 14 marzo, infatti, fino al 13 aprile 2022 si svolgerà la prova scritta prevista (ricordiamo che il Decreto Sostegni Bis ha eliminato la prova preselettiva). I docenti partecipanti sono tutti coloro che, entro il 31 luglio 2020, hanno inoltrato correttamente la domanda di partecipazione: solo i docenti delle c.d.c. STEM potranno produrre una nuova istanza di partecipazione, secondo i tempi che un apposito decreto ministeriale stabilirà.

Sono 430.585mila le domande presentate a fronte di 33mila i posti messi a bando, distribuiti tra le varie classi di concorso: è chiaro, quindi, che la maggior parte dei candidati non otterrà un contratto a tempo indeterminato, in quanto riceverà l’immissione in ruolo solo chi si collocherà tra il numero dei posti messi a bando. Ricordiamo anche che le graduatorie di merito scaturiranno dal punteggio derivante dalla somma dei punti ottenuti nelle due prove e dei titoli posseduti. La procedura concorsuale non prevede “idonei”, vale a dire che la graduatoria si esaurisce con lo scorrimento di tutti i candidati risultati vincitori.  

Come funzione il conseguimento dell’abilitazione

Tuttavia, chi riuscirà a superare le due prove previste, scritto e orale (per alcune classi di concorso si prevede anche una prova pratica) otterrà comunque un importante risultato: conseguirà l’abilitazione alla classe di concorso per cui ha partecipato. L’art. 5, comma 4 ter del Decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017, infatti, stabilisce che tutti coloro che superano un concorso, anche se con punteggio minimo, ottengono l’abilitazione all’insegnamento per la stessa c.d.c.: in questo modo l’abilitazione si consegue in maniera indipendente dal ruolo, anche se questo si rifiutasse e il valore è permanente. Sarà compito dell’USR attestare il conseguimento della relativa abilitazione.

Molti docenti già di ruolo decidono di partecipare ad un concorso anche in vista del conseguimento dell’abilitazione: questa infatti si traduce in 12 punti da aggiungere al proprio punteggio posseduto nella graduatoria interna d’istituto.

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato l’allegato C “ABILITAZIONI CORRISPONDENTI” come documento accluso al Decreto  n.23 del 5 gennaio 2022: in base a questo, le abilitazioni sono a cascata, vale a dire che chi ad esempio supera il concorso per la c.d.c A-27 Matematica e Fisica conseguirà il titolo abilitante per le classi A-26, A-20, A-47.

ALLEGATO C