prove invalsi 2022
Prove Invalsi

Didattica, il 1° marzo hanno inizio le Prove Invalsi 2022: a partire per primi sono gli studenti di quinta superiore. A seguire quelli di terza media, gli alunni di seconda e quinta elementare ed, infine, i ragazzi delle seconde superiori. Ecco a cosa servono e quali sono tutti i pro e i contro.

Prove invalsi 2022

Come abbiamo anticipato a partire da domani, martedì 1° marzo, avranno inizio le Prove Invalsi 2022.

Stando a quanto previsto dal calendario, a cominciare per primi saranno i maturandi, seguiti poi dagli studenti di terza media il 1° aprile, dagli alunni di seconda e quinta elementare dal 6 maggio e dai ragazzi delle seconde superiori dall’11 maggio.

Ad ogni modo, al di là del calendario, anno dopo anno il dibattito relativo ai test redatti dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione rimane sempre molto acceso.

Se da un lato, infatti, sono da considerarsi uno strumento importantissimo per ricavare i dati generali sull’efficienza del sistema formativo italiano, dall’altro non mancano ovviamente anche alcune criticità.

Cerchiamo, quindi, di approfondire meglio questo discorso analizzando nel dettaglio tutti i pro e i contro.

I pro e i contro

Per quanto riguarda le tesi a favore delle Prove Invalsi bisogna innanzitutto sottolineare che:

  • hanno la funzione di uniformare la qualità dell’apprendimento scolastico italiano con quello europeo, al fine di garantire elevati standard culturali;
  • i risultati che ne emergono sono quanto mai oggettivi e trasparenti, poiché questo tipo di prova elimina la componente soggettiva del valutatore;
  • permettono di individuare peculiarità non solo a livello nazionale, ma anche regionale;
  • consentono di sviluppare strategie di intervento mirate per valorizzare i punti di forza e colmare le debolezze;
  • si basano su un’effettiva meritocrazia.

Dall’altro lato, però, non mancano neppure alcune criticità. Per esempio:

  • non favoriscono l’inclusione;
  • possono generare gerarchie e competizione tra diverse scuole e docenti;
  • i criteri di valutazione non risultano sempre adeguati;
  • rischiano di sminuire il ruolo del docente;
  • i quiz non sono in grado di valutare le capacità di ragionamento.