allarme pensioni povere
Calcolatrice e denaro

Pensioni 2022: per effetto dell’applicazione del tasso di perequazione dell’1,7% e delle nuove aliquote Irpef sono in arrivo assegni più alti. Ecco come cambiano gli importi pensionistici a partire dal mese di marzo. Vediamo subito tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

L’adeguamento da parte dell’Inps

Come abbiamo anticipato, con l’arrivo della pensione di marzo molti italiani si sono ritrovati sul cedolino degli importi più alti del solito. All’origine del fenomeno, l’adeguamento retroattivo del tasso di perequazione a partire dal 1° gennaio 2022 (1,7% anziché 1,6%), in conformità con quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022.

A renderlo noto l’Inps stessa che con la circolare n. 33/2022 ha inoltre spiegato che a partire da marzo i pensionati non troveranno più le detrazioni per i figli a carico di età inferiore a 21 anni né i trattamenti di famiglia, in quanto assorbiti dall’assegno unico. Restano, invece, in vigore le detrazioni per il coniuge e per gli altri familiari a carico.

Ma le novità non finiscono qua, perché ad incidere sui nuovi importi sono anche le nuove aliquote Irpef. Ecco che cosa c’è da sapere.

Pensioni marzo 2022 e nuova Irpef

Al ricalcolo della perequazione e all’avvento dell’assegno unico si aggiunge, inoltre, un’altra importante novità.

A rendere più alti gli importi pensionistici a partire dal mese di marzo 2022 ci pensano, infatti, anche le nuove aliquote Irpef, che hanno ridotto il prelievo sulle pensioni con la conseguente rimodulazione delle detrazioni per reddito.

Da questo momento in poi le pensioni saranno, di fatto, tassate con i nuovi scaglioni di reddito che da cinque scendono a quattro e a cui corrispondono le seguenti aliquote:

  • 23% fino a 15 mila euro;
  • 25% da 15 mila a 28 mila euro; 
  • 35% da 28 mila fino a 20 mila euro;
  • 43% oltre i 50 mila euro.

Pertanto, con la mensilità di marzo, i pensionati avranno in pagamento: l’adeguamento del calcolo mensile alla nuova tassazione, sia rispetto alle nuove aliquote che alle nuove detrazioni per reddito, più la relativa differenza dei primi due mesi dell’anno.