Supplenze
Supplenze

Il Tribunale del Lavoro di Torino si è pronunciato in merito al caso di una docente che ha superato un concorso dopo aver svolto cinque anni di supplenza su posto vacante. La sentenza ha condannato il Ministero dell’Istruzione all’assegnazione di una somma pari a due mensilità e mezzo di stipendio, corrispondenti a circa 4mila euro, più duemila euro di spese.

Docente supplente supera il concorso ma aveva già diritto all’assunzione: sentenza del Tribunale di Torino

Secondo quanto riporta la sentenza del Tribunale di Torino, l’ingiustificata reiterazione dei contratti a termine va a scontrarsi con il diritto dell’Unione Europea, partendo dalle disposizioni previste nella direttiva 1999/70/CE

L’assunzione a tempo indeterminato dopo 36 mesi di servizio, infatti, non può essere considerata facoltativa ma obbligatoria. Il danno va colmato anche nel caso in cui l’assunzione in ruolo sia arrivata con ‘il superamento di una procedura concorsuale selettiva’.

Le motivazioni della sentenza

Il Tribunale di Torino ha condannato il Ministero dell’Istruzione al ‘pagamento in favore della ricorrente di somma corrispondente a 2,5 mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR in godimento alla data di deposito del ricorso, oltre accessori di legge, a titolo di risarcimento del danno da illegittima reiterazione dei contratti a termine‘ oltre a condannare ‘la parte convenuta a rifondere alla ricorrente le spese di lite, liquidate in complessivi € 2008,00 oltre rimborso spese generali 15%, CPA e IVA come per legge, con distrazione in favore degli avvocati Giovanni Rinaldi, Fabio Ganci e Walter Miceli’, promotori del ricorso per conto di Anief.

Secondo il presidente di Anief, Marcello Pacifico, il fatto di voler ‘continuare a negare le assunzioni a tempo indeterminato verso chi ha svolto almeno tre anni di supplenze significa venire meno ad un’evidenza dei fatti e della giurisprudenza, oltre che alle posizioni espresse dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa e da quello dei Diritti Sociali che anno accolto di recente la denuncia che obbliga lo Stato Italiano a risolvere il problema del precariato entro il 2022.

Certamente, in attesa che cambino le leggi, noi come sindacato autonomo, da sempre a fianco dei precari, continueremo a chiedere ai tribunali di valutare i ricorsi, sia per ottenere il risarcimento danni, sia per l’immissione in ruolo’.

LA SENTENZA