Ministro Bianchi
Ministro Bianchi

Tra gli investimenti che il ministro Bianchi si prefigge di attuare, vi sono quelli destinati alla formazione del personale della scuola e alla revisione dell’assetto della scuola secondaria, in particolar modo quella di primo grado. Questi sono, infatti, i propositi che il numero uno di Viale Trastevere ha illustrato in seno all’intervento in Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni di razzismo, antisemitismo ed istigazione all’odio e alla violenza del Senato.

Il ministro Bianchi punta sulla formazione e sulla scuola media

Lo scorso 3 marzo, il ministro dell’Istruzione Bianchi è intervenuto in audizione a Palazzo Madama davanti alla Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni di razzismo, antisemitismo ed istigazione all’odio e alla violenza. Il ministro ha parlato anche di investimenti destinati alla scuola grazie alle risorse ingenti ottenute dal Pnrr: in questo contesto ha fatto riferimento anche alla necessità di potenziare la formazione del personale scolastico.

“Dobbiamo dare più attenzione ai nostri 8 mila dirigenti, serve la formazione del personale della scuola, va investito di più“, e prosegue puntando anche sulla formazione tecnica e professionale da destinare agli alunni. Occorre una “Scuola che torni a essere scuola non di informazione ma di formazione, di formazione di capacità critica, e maestra di rispetto delle differenze“, ha detto Bianchi.

Nella stessa occasione il ministro ha fatto riferimento anche al proposito di rivedere il sistema della scuola secondaria, in modo particolare quella di primo grado: “La scuola secondaria ha bisogno di essere ripensata, in particolare la scuola Media: su questo stiamo lavorando e su questo chiederemo l’aiuto delle Camere” ha infatti affermato.

Proposta Anief

A questo proposito, è intervenuto il sindacato ANIEF secondo cui la riforma della scuola media prospettata dal ministro Bianchi debba rientrare nel quadro formativo italiano generale. “La concezione di base – sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che bisogna ripristinare il tempo scuola tagliato negli ultimi 15 anni ed estendere l’obbligo scolastico fino al diploma della secondaria. Inoltre, servono investimenti sulla qualità della didattica profusa, andando a formare classi composte da non oltre 15 alunni. Il modello va rivisto a partire dalla scuola dell’infanzia e primaria, dove si deve reinserire l’insegnamento per moduli e anticipare l’obbligo a 5 anni con classi ‘ponte’.

Come si devono collocare nell’organico di diritto le classi Primavera. Su tutti i cicli scolastici, infine, è indispensabile introdurre l’insegnamento dell’educazione civica, dell’attività motoria e musicale in tutte le classi dove è assente; spazio poi alla trasformazione dei posti in deroga di sostegno in organico di diritto e all’immissione in ruolo – conclude Pacifico – da concorso e dalle graduatorie, anche seconda fascia Gps, su tutti i posti a tempo determinato”.