Sentenza
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Con la chiusura dello stato d’emergenza previsto per il 31 marzo, permane l’obbligo vaccinale per i lavoratori over 50 e per il personale scolastico. Resta infatti la data del 15 giugno come fine della previsione dell’obbligo stesso. Non sono mancati in questi mesi ricorsi da parte di tutti i lavoratori interessati dalla sospensione per chiedere il reintegro al lavoro, la corresponsione dello stipendio e soprattutto per chiedere la verifica della legittimità e della costituzionalità di un tale provvedimento, solitamente conseguente solo ad una sanzione disciplinare.

Come si sono comportati i giudici delle varie corti di fronte a questi ricorsi? Di sicuro ciò che è emersa è stata una giurisprudenza a tratti incerta e non lineare. Non si è comunque ancora assistito ad un annullamento della sospensione a seguito di una decisione di merito.

Tar, ai lavoratori pubblici sospesi spetta metà stipendio

Un’importante risvolto della questione si è avuto pochi giorni fa. In attesa infatti della decisione nel merito (prevista per il 6 maggio) il Tar ha ritenuto che al personale pubblico sospeso debba spettare metà dello stipendio.

Di seguito uno stralcio della decisione:

Considerato che il ricorso richiede approfondimento di merito, in relazione ai profili di doveroso bilanciamento di valori costituzionali, tra la tutela della salute come interesse collettivo – cui è funzionalizzato l’obbligo vaccinale – e l’assicurazione di un sostegno economico vitale – idoneo a sopperire alle esigenze essenziali di vita, nel caso di sospensione dell’attività di servizio per mancata sottoposizione alla somministrazione delle dosi e successivi richiami, c.d. booster – tenuto conto che la sospensione è dichiaratamente di natura non disciplinare e implica la privazione integrale del trattamento retributivo.

Ritenuto, pertanto, di accogliere l’istanza cautelare, nel senso che al ricorrente sia corrisposto un assegno alimentare pari alla metà del trattamento retributivo di attività.

Tribunale del Lavoro, tra ricorsi respinti e rinvio alla Corte di Giustizia Europea

Continuano anche a piovere esiti negativi di alcuni dei ricorsi proposti. E spesso sono proprio i Tribunali del Lavoro a respingerli. Solo pochi giorni fa il Tribunale del Lavoro di Pavia ha respinto il ricorso presentato da 4 docenti “no vax” sospese senza stipendio.

Diverso invece il caso del giudice del lavoro di Udine, che si è riservato di decidere nel merito sull’istanza di sospensione nell’udienza che si terrà 30 marzo.

Il Tar Lazio ha emesso un decreto a favore dei militari sospesi.

Con riferimento invece al personale sanitario sospeso, il Tribunale di Padova ha preferito rinviare la questione alla Corte di Giustizia Europea, la quale dovrà pronunciarsi sulla legge nazionale che impone l’obbligo vaccinale, valutando se tale normativa si ponga in contrasto con quella europea, in particolare con l’art. 41 della Carta di Nizza. L’esito di tali pronunce potrà avere, di riflesso, importanti conseguenze anche nei confronti del personale scolastico.