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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dall’Ufficio Stampa di Luca Fantò, Referente PSI scuola, università e ricerca.

‘Rinnovare subito il contratto del personale scolastico’

L’inflazione in Italia sta galoppando e verosimilmente la tragedia ucraina peggiorerà la situazione.

In questo quadro preoccupante, gli stipendi degli insegnanti e del personale scolastico tutto restano al palo. Il contratto della scuola è scaduto da 39 mesi, si tratta di una situazione insostenibile, umiliante per chi lavora in uno dei settori strategici per qualsiasi società civile.

Il PSI scuola esprime preoccupazione per l’atteggiamento del Ministero dell’Istruzione che, nel solco dei governi degli anni ’90 e del primo decennio del 2000, sembra ignorare l’urgenza di un rinnovo contrattuale. Una famiglia italiana che possa contare sul solo salario di un insegnante o di un collaboratore scolastico, oggi vive al limite della soglia di povertà.

Com’è possibile che il Ministero accetti tale situazione?

Viene da chiedersi come il Ministero e gli Uffici Regionali abbiano ancora il coraggio di chiedere al personale scolastico un continuo e sempre maggiore impegno (soprattutto per gli aspetti burocratici amministrativi) mentre sembrano ignorare le condizioni in cui tali servitori dello Stato si trovano a lavorare.

Il PSI scuola sollecita i propri parlamentari ed i parlamentari delle forze politiche che si dichiarano consapevoli dell’importanza della scuola e dell’impegno del personale scolastico, a sollecitare il Ministro Bianchi affinché faccia quanto in suo potere per permettere l’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale.

Il PSI sollecita i parlamentari a reperire ulteriori risorse da impegnare per il rinnovo di un contratto che, per i docenti, necessiterebbe di aumenti di 400 euro lordi mensili per avvicinarsi allo standard salariale europeo.