Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

Sistema di reclutamento e stabilizzazione precari, due nodi cruciali che dovranno essere sciolti dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in occasione del varo della riforma per il reclutamento prevista dal PNRR. Se da una parte i concorsi resteranno la strada primaria per arrivare all’immissione in ruolo, dall’altra parte occorre trovare una soluzione per chi, da diversi anni, sta svolgendo il proprio servizio come precario senza che gli sia stata riconosciuta l’assunzione a tempo determinato.

Riforma reclutamento, tra PAS e doppio canale: le soluzioni sul tavolo del ministro Bianchi

Il ministro Bianchi più volte l’ha ripetuto nel corso dei suoi interventi in Parlamento: la riforma del reclutamento è quella più importante tra le sei riforme previste dal PNRR. La volontà del Ministero dell’Istruzione è quella di arrivare a concorsi con cadenza annuale ma c’è da risolvere il problema di chi lavora nella scuola da anni. 

Doppio canale di reclutamento

La riforma dovrà, prima di tutto, trovare delle soluzioni rapide e urgenti per la stabilizzazione dei precari: in primis, bisognerà evitare che il precariato cresca ancora di più rispetto ai numeri attuali. Il doppio canale di reclutamento potrebbe rappresentare una di queste soluzioni. I sindacati sono concordi sul fatto che il sistema a regime dovrebbe essere proprio questo, ovvero il doppio canale di reclutamento, visto che si terrebbe conto anche dell’impegno professionale profuso per anni dai docenti precari

Il segretario di Uil Scuola, Pino Turi, ha rimarcato il fatto che, in soli due anni, siano stati banditi ben otto concorsi (di natura diversa) ma solamente due di questi sono arrivati alla conclusione. È necessario, quindi, andare oltre i concorsi e immettere in ruolo i precari con almeno tre annualità di servizio. In buona sostanza, cambiare in maniera radicale l’attuale sistema di reclutamento.

PAS

Un altro step importante è rappresentato dalla riattivazione dei percorsi abilitanti all’insegnamento: il vicepresidente della Commissione Cultura in Senato, Mario Pittoni, sta spingendo in questa direzione, verso una riforma, cioé, che preveda la riattivazione dei PAS. ‘Avviare il concorso della scuola secondaria senza riattivare tali percorsi – ha sottolineato il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega – comporta delle conseguenze per molti docenti precari di lungo corso che probabilmente non lavoreranno più. Si rischia cioè la dispersione di un enorme patrimonio d’esperienza oltre che l’ennesima emergenza sociale’.

Verso la riforma del reclutamento

La riforma del reclutamento del ministro Bianchi, in realtà, è stata già avviata con la semplificazione delle procedure concorsuali. Nel progetto del ministro, occupa un ruolo fondamentale la formazione iniziale degli insegnanti, quella che consentirà di partecipare ai prossimi concorsi. L’ipotesi è sempre quella dei 60 crediti formativi universitari, 24 dei quali ottenuti tramite tirocinio. Tali requisiti permetteranno di poter accedere ai concorsi semplificati: i vincitori potranno accedere all’anno di formazione e prova, con valutazione finale. Al termine del percorso, sarà possibile ottenere l’immissione in ruolo e il contratto a tempo indeterminato.