Supplenze
Supplenze COVID

Proroga contratti di supplenza organico Covid, il prossimo 31 marzo scadrà il termine per i circa 55mila contratti in essere, stipulati per l’anno scolastico 2021/22 per far fronte all’emergenza sanitaria. C’è grande preoccupazione tra il personale scolastico per un possibile mancato rinnovo sino al termine delle lezioni, visto che mancherebbero, al momento, le risorse necessarie per il prolungamento dei contratti. Qual è la situazione attuale? Quali sono le prospettive in merito?

Proroga contratti supplenza organico Covid, mancano 200 milioni di euro

Il quotidiano economico ‘Italia Oggi’ di martedì 8 marzo sottolinea le difficoltà esistenti per la proroga dei contratti dell’organico Covid: i 400 milioni stanziati con la legge di bilancio, infatti, bastano solamente per la copertura sino al 31 marzo. Poi servirebbero altri 200 milioni di euro per arrivare a coprire le spese sino alla fine dell’anno scolastico.

Secondo il Ministero dell’Istruzione, i fondi che sono rimasti inutilizzati in questa prima fase ammonterebbero a 60 milioni di euro: da qui nasce la necessità di reperire altri fondi per evitare che le scuole vengano private di risorse fondamentali per garantire il servizio scolastico.

I due terzi del personale scolastico assunto come organico Covid sono lavoratori ATA: i sindacati, addirittura, hanno chiesto che questi posti possano entrare a far parte dell’organico di diritto, in considerazione del fatto che le scuole hanno assolutamente bisogno di questi lavoratori. 

Il ministro Bianchi sta tentando di reperire le risorse per una possibile proroga al 30 giugno

Purtroppo, allo stato attuale delle cose, mancano persino i fondi per la proroga a giugno. È una vera e propria corsa contro il tempo, considerati i tempi strettissimi: secondo quanto riporta ‘Italia Oggi’, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, avrebbe avviato un’interlocuzione con i ministeri di competenza, in particolar modo con quello dell’Economia e delle Finanze, per tentare di reperire le risorse mancanti.

L’intenzione sarebbe addirittura quella di trovare i soldi per la copertura dei contratti sino al 30 giugno e non solamente sino al termine delle lezioni. 

A tal fine è stato già predisposto un emendamento che sarà proposto per il primo provvedimento legislativo possibile: potrebbe essere il Decreto Sostegni Ter oppure un altro DPCM adottato dal governo per il ripristino di situazioni legate all’emergenza sanitaria.