Pugno sul tavolo
Pugno sul tavolo

Responsabilità dei docenti in merito ai casi di aggressione di uno studente nei confronti di un proprio compagno, il Tribunale di Milano, attraverso una recente sentenza, ha stabilito che la responsabilità è da attribuirsi ai genitori per inidoneità educativa: non è, quindi, da attribuire al prof, nemmeno se questi non è presente in classe. Vediamo in dettaglio i particolari della vicenda che hanno portato a questa decisione giuridica.

Sentenza Tribunale di Milano: genitori responsabili in caso di aggressione di uno studente ad un compagno

Il quotidiano economico ‘Il Sole 24 Ore‘ ha esposto i principi contenuti nella sentenza emessa dal Tribunale di Milano lo scorso 26 gennaio. La vicenda, a questo proposito, riguardava l’aggressione di uno studente a un proprio compagno di scuola durante la ricreazione: il giovane, in particolar modo, aveva sferrato un pugno al coetaneo. 

Il Tribunale lombardo ha sottolineato come la responsabilità educativa dei genitori si fonda sul negligente adempimento dell’obbligo di cura del minore. Per tale ragione, ‘gli atti illeciti ascrivibili all’inadeguato espletamento dell’educazione sui minori sono direttamente riferibili al genitore sul presupposto della coabitazione con il minore poiché solo la convivenza può consentire l’adozione di quelle attività di educazione il cui mancato assolvimento giustifica la responsabilità in parola’.

In buona sostanza, subentra la responsabilità diretta dei genitori in merito ad eventuali fatti illeciti commessi dai minori. La presunzione di responsabilità a carico dei genitori è superabile solamente attraverso la prova a carico dei genitori di avere correttamente adempiuto agli obblighi di assistenza ed educazione nei confronti del figlio.

Che dire della responsabilità dell’insegnante? Si ritiene che la presenza costante di un insegnante o di un suo incaricato debba essere considerata ‘necessaria e adeguata’ quando si tratta di bambini ancora in tenera età. Tale presenza diventa sempre meno essenziale con l’aumentare dell’età dei ragazzi, in ragione del diverso grado di maturazione degli studenti. Anzi, si ritiene ‘pedagogicamente e didatticamente utile’ la concessione di una certa autonomia nelle classi di studenti più grandi.