Supplenze
Supplenze

La scuola italiana si caratterizza per l’altissimo numero di supplenze che ogni anno si conferiscono al personale precario: molti di questi incarichi non sono annuali, vale a dire al 30 giugno o 31 agosto, ma temporanei e si prorogano spesso di volta in volta. Cosa succede quando il titolare rientra in servizio? Quando si verifica la continuità didattica per il supplente per il quale scatta quindi la continuità didattica fino al termine delle lezioni?

Supplenze brevi e temporanee a volte contano come un anno di servizio

Come ribadito tante volte, un malcostume del sistema scolastico italiano è la cosiddetta ‘supplentite’: ogni anno sono tantissime le supplenze che si conferiscono a docenti precari che aspirano alla stabilizzazione. Secondo i calcoli del sindacato Anief, a settembre 2021 si è toccata la cifra di 200mila incarichi annuali. Oltre a questi occorre considerare le tantissime supplenze brevi e temporanee che si assegnano durante il corso dell’anno scolastico: molte tra queste, di proroga in proroga, riescono a ricoprire un arco temporale tale da valere come anno di servizio, vale a dire 180 giorni. Ma quando scatta la continuità didattica per il supplente, il quale conserva l’incarico anche se il docente titolare rientra in servizio?

Normativa di riferimento

Se il titolare rientra in classe anche un solo giorno prima del 30 aprile, l’incarico del supplente decade, indipendentemente dai giorni di supplenza svolti: tale rientro, però, deve essere effettivo e non formale, vale a dire non si deve verificare in periodi di sospensione dell’attività didattica (ad es. la vacanze di Natale e di Pasqua). Vediamo con precisione cosa stabilisce la normativa di riferimento, vale a dire l’art 37 del CCNL 2006/09 Scuola:

“Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali.”

Per il calcolo dei 150 giorni o 90 in caso di classi alla fine del ciclo di istruzione, occorre tenere conto della data di termine dell’assenza del titolare e contare ritroso i giorni: ad esempio, se il giorno di rientro è il 4 maggio, si conteranno i giorni a partire dal 4 maggio fino all’inizio dell’incarico.