Le nuove modalità di accesso a NoiPA sono state oggetto dell’incontro di ieri tra Ministero e sindacati. Il MEF richiede che non solo gli utenti, ma anche le scuole si adeguino entro il 29 aprile 2022 al nuovo sistema di sicurezza. In pratica, tutto il personale amministrativo deve dotarsi entro tale data della carta di identità elettronica (CIE) o della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). La FLC CGIL ha fatto notare che questa richiesta è difficile da soddisfare in un tempo così breve e potrebbe causare difficoltà alle segreterie ‘con seri riflessi, negativi, sull’erogazione dei servizi’.

Accesso a NoiPA: le difficoltà delle scuole

Ci sono diverse ragioni per cui la richiesta di introdurre le nuove modalità di accesso a NoiPA creerà problemi alle scuole e alle segreterie scolastiche. Il sindacato spiega quali sono:

  • Il sistema CIE presuppone che tutto il personale sia in possesso della carta di identità elettronica (ad oggi si pensa che neppure il 20% del personale abbia questo strumento).
  • Il sistema prevede tutta una serie di ulteriori passaggi complicati per accedere alle credenziali CIE di terzo livello, che comunque potranno essere agite solo attraverso il possesso fisico della carta di identità e l’abilitazione di una APP specifica (o strumento dedicato).
  • Un’operazione lunga e difficile, che, ad esempio, per chi da DS o DSGA svolge anche funzioni di reggenza, sarà ancora più laboriosa (perché fisicamente la CIE può essere solo in un luogo).
  • Per cui i tempi di lavorazione delle pratiche si allungheranno a dismisura con inevitabili ripercussioni sui diritti del personale (tempistica e regolarità dei pagamenti dei compensi accessori, gestione delle assenze del personale a tempo determinato e conseguenze sui contratti corrispondenti e relativa erogazione degli stipendi, solo per fare qualche esempio banale ma di normale quotidianità).
  • Il sistema CNS non è da meno in quanto a laboriosità e difficoltà di gestione.
  • Tutto avverrebbe ancora una volta senza formazione e senza risorse compensative per il personale impegnato a dotarsi di tali strumenti (per la CIE il costo va da 25 a 50 euro a seconda dei comuni di residenza).

La FLC CGIL commenta: “Appare davvero surreale che, dopo tutto il battage e le pressioni su SPID, anche da parte del Mi che ne ha obbligato l’uso per diverse pratiche, questo strumento non sia idoneo alla bisogna“.

Chiesta la sospensione dell’invio della circolare

Il sindacato ha chiesto al Mi di sospendere l’invio della circolare e un ulteriore momento di confronto allo scopo di individuare misure di semplificazione per le segreterie e scongiurare ulteriori ritardi nelle procedure.

I rappresentanti del Mi, alla fine dell’incontro, hanno condiviso la proposta dalla FLC e si son riservati di fare ulteriori approfondimenti con il Mef, finalizzati a mettere a punto soluzioni alternative a quelle finora prospettate. La riunione è stata aggiornata a mercoledì 23 marzo.