Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi
Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi

I docenti sono in attesa della tanto annunciata riforma del reclutamento e del nuovo contratto scuola. Ieri il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è intervenuto in video conferenza al VII congresso nazionale della Cisl Scuola, dove era presente la segretaria nazionale Maddalena Gissi, con cui il giorno prima avevamo parlato di soluzioni per il precariato. Vediamo cosa ha detto il ministro su queste tematiche e sul ruolo dell’insegnante.

‘Il ruolo dell’insegnante è da valorizzare’

Bianchi introduce la questione legata al reclutamento e al nuovo contratto, dicendo che “bisogna lavorare insieme per valorizzare al massimo la funzione dell’insegnante, dobbiamo giungere in tempi brevi al contratto e ragionare sul reclutamento.

Devono esserci percorsi chiari per poter scegliere di fare l’insegnante. E poi bisogna parlare di formazione continua, per capire quali sono i nuovi bisogni in una società in trasformazione”.

Formazione e reclutamento

Poi, Bianchi sulla questione della formazione e della carriera del docente. “Dobbiamo parlare della formazione iniziale, di formazione permanente e della possibilità di chi svolge la professione di insegnante di avere un tempo per poter sviluppare un proprio percorso di vita e carriera. Così come quelli connessi con la governance, i dirigenti, i dsga, il middle management sono temi importanti, che richiedono capacità di approfondimento.

Le riforme del Pnrr ci danno lo strumento per poter intervenire sul questo corpo della scuola da troppo tempo martoriato e considerato al margine, ripensando quale scuola per i nostri tempi e per tutti noi. Quale cambiamento per la scuola, che abbiamo di fronte oggi, ma che deve diventare un elemento di riferimento, garanzia, stabilità ma anche forte innovazione sociale. Nel disegnare la scuola del domani c’è l’idea fondante di qual è la società del domani”.

La scuola di domani

“La scuola dice Bianchi – deve diventare allo stesso tempo elemento di garanzia e innovazione sociale. E in questo senso le parti sociali stanno sviluppando una funzione fondamentale. Bisogna sostenere il cambiamento ma evitare che generi nuove disuguaglianze. La scuola ha una straordinaria capacità di uscire dalle crisi, anche quella gravissima che stiamo vivendo”.

Nei prossimi mesi, vedremo in quali fatti si tradurranno le sue parole.