Carta del Docente per il bonus 500 euro
Carta del Docente per il bonus 500 euro

Carta del docente, da quando venne istituito questo strumento per la formazione e l’aggiornamento professionale dei docenti (era il 2015, con la riforma ‘Buona Scuola’) si continua a discutere della necessità dell’estensione di tale beneficio anche al personale precario visto che, come è noto, il bonus da 500 euro è riservato al personale di ruolo. Una nuova sentenza emessa dal Consiglio di Stato apre nuovi spiragli a tale possibilità.

Carta del docente, sentenza Consiglio di Stato N. 1842/2022 riconosce diritto al bonus agli insegnanti di religione con incarico di supplenza annuale

Importante sentenza quella emessa nelle scorse ore dal Consiglio di Stato in merito al riconoscimento della Carta del docente agli insegnanti di religione cattolica con incarico annuale: in seguito ad un ricorso promosso dallo Snadir (Sindacato Nazionale Insegnanti Religione) al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato, il massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione pubblica ha riconosciuto il diritto al bonus 500 euro in quanto si ritiene che non vi possa essere una formazione cosiddetta ‘a doppia trazione’, ovvero tra docenti di ruolo e non di ruolo.

Il Consiglio di Stato spiega, infatti, che la qualità dell’insegnamento è basata sulle pari opportunità formative e di miglioramento professionale garantite anche dalla Carta del docente.

Snadir, in una nota pubblicata sul proprio sito, parla di ‘altro tassello importante per la piena equiparazione degli insegnanti precari ai docenti di ruolo per quanto riguarda la formazione‘, un ‘principio tutelato, in via primaria dall’articolo 3 della Costituzione in materia di tutela del diritto di uguaglianza e non discriminazione, dall’articolo 35, in materia di tutela della formazione ed elevazione professionale dei lavoratori e dell’articolo 97, in materia di imparzialità e buon andamento amministrativo’.

Snadir sottolinea come, alla luce di questa nuova sentenza del Consiglio di Stato, debba essere colmata ‘la lacuna del comma 121 della Legge 107/2015, che aveva previsto per il solo personale di ruolo la Carta docente’.

Anche il sindacato Snals-Confsal si sta battendo per il riconoscimento di tale diritto: ‘La formazione deve essere fatta per tutti, personale docente a tempo indeterminato e per quello a tempo determinato – ha dichiarato la segretaria nazionale Elvira Serafini a Orizzonte Scuola – Noi chiediamo a chi ha un contratto a tempo determinato gli stessi doveri di chi è a tempo indeterminato. Non corrispondono, però, gli stessi diritti. 

Pertanto chiederemo che la Carta del Docente possa essere valida anche per il personale precario. Il governo si deve impegnare su questo. Non possiamo pensare che la formazione dei precari debba essere svolta a loro carico. Anche il personale a tempo determinato svolge il lavoro con competenza e professionalità’.