personale Covid
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Continua l’attesa per i tanti docenti e ATA che formano il personale Covid per il corrente anno scolastico 2021/22: a quasi due settimane dalla data di scadenza dei contratti, fissata al prossimo 31 marzo, non vi sono notizie certe dal governo in merito alla proroga delle supplenze fino al termine delle lezioni. Sia la politica, che i sindacati, che i dirigenti scolastici hanno più volte espresso la necessità di prolungare gli incarichi di questi lavoratori fino al prossimo giugno, ma ad oggi ancora non vi è nulla di certo.

Nessuna conferma a oggi sulla proroga del personale Covid

In quest’ultimo periodo stiamo dedicando molta attenzione ad una questione molto impellente, vale a dire la proroga dei contratti del personale Covid: il 31 marzo, data di termine delle supplenze, è ormai alle porte, e i 55 mila lavoratori coinvolti tra docenti e ATA a oggi ancora non hanno notizie certe in merito ad un possibile prolungamento dei contratti fino a giugno 2022. Il rischio è che dal 1° aprile tutti coloro che sono impiegati come organico Covid si ritroveranno senza lavoro: solo le Regioni che avranno la disponibilità economica potranno prorogarne i contratti.

Il Ministero dell’Istruzione ha sempre espresso l’intenzione di prolungare gli incarichi, ma ad oggi sembra non aver trovato risoluzione ancora il problema del reperimento delle risorse: occorrerebbero circa 200 milioni di euro, di cui già 60 milioni sarebbero disponibili. In base a quanto comunicato ieri, si starebbe ragionando per una proroga ponte fino al 30 aprile, per arrivare con il nuovo DEF (documento di programmazione economica e finanziaria) fino al termine delle lezioni.

Contagi Covid in risalita

Il 31 marzo è la data che segna anche la fine dello stato di emergenza. Tuttavia il personale Covid continua ad essere indispensabile per le scuole: a dimostrarlo è la risalita dei contagi dalla fascia dei 6 anni in su. A segnalare la questione è Cristina Costarelli, Presidente ANP Lazio, che in un’intervista a ‘La Repubblica’ afferma: “Dalla scorsa settimana notiamo un rialzo sensibile dei contagi negli istituti. La percezione è che ci sia all’incirca un contagio per classe, tra docenti e studenti. Almeno a Roma, che è l’area più soggetta ad assembramenti”. Con una tendenza al rialzo dei contagi sarebbe un problema non prorogare l’organico Covid, la cui presenza risulterebbe determinante anche in vista dell’accoglienza degli studenti ucraini nelle scuole italiane.

Il sindacato UIL chiede incontro con il Ministero

A sottolineare il numero oscillante dei contagi è anche il sindacato UlL Scuola che si sofferma sull’assenza di conferme della proroga per il personale Covid. Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, osserva che “siamo in una situazione nella quale vanno riprese le fila di quanto è stato deciso in più occasioni e nell’eventualità che questo organico non venga prorogato ulteriormente bisogna riconsiderare la situazione sia normativa che amministrativa. I diritti non possono essere considerati privilegi. A scuola ci lavorano persone che fanno funzionare il sistema più importante del paese, non vanno viste come numeri o come anonimi lavoratori da tutelare. Per il nostro sindacato questo è un fatto assodato e cruciale per la ripresa economica del paese.

La richiesta che giunge dalla Uil Scuola è di un incontro al MI che possa mettere in fila le varie questioni” tra cui “la possibilità di proroga dei contratti Covid a tutto il personale, circa 55 mila persone, sino al termine dell’anno scolastico in corso”.