carta docente
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Concreti spiragli si potrebbero aprire per tutti i docenti precari che da anni cercano di rivendicare il diritto di ottenere la carta docente al pari dei colleghi a tempo indeterminato: dopo la sentenza del Consiglio di Stato a favore degli insegnanti incaricati annuali di religione cattolica che ha sancito per loro il diritto del bonus di 500 euro, tutti i docenti precari delle altre discipline possono sperare in merito. Cosa potrebbe succedere alla luce di questi importanti risvolti?

Il Consiglio di Stato ribadisce il diritto alla carta del docente anche per i docenti di religione supplenti annuali

Nella giornata di ieri 17 marzo abbiamo comunicato un’importante notizia per il mondo dei docenti precari: il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1842/2022 a seguito di un ricorso presentato dal sindacato Snadir, ha riconosciuto il diritto per i docenti di religione incaricati annuali di ricevere e usufruire della carta docente. Fin qui, è stata una prerogativa riconosciuta esclusivamente agli insegnanti con contratto a tempo indeterminato: la sentenza, invece, stabilisce che non vi può essere alcuna disparità di trattamento tra insegnanti di ruolo e con incarico a tempo determinato.  

Il bonus di 500 euro finalizzato alla formazione del personale ha costituito dal momento stesso della sua istituzione oggetto di polemica da parte dei precari: creato in seno alla legge della Buona Scuola del governo Renzi nel 2015, ha interessato sempre gli insegnanti di ruolo, nonostante precedenti appelli e ricorsi.

L’Anief rilancia i ricorsi per l’ottenimento del bonus

Adesso però la suddetta sentenza del Consiglio di Stato potrebbe dare la sterzata definitiva alla lunga vicenda e porre le basi affinché la carta del docente si estenda a tutti i docenti precari. Il sindacato Anief, che si è sempre battuto perchè anche il personale con contratto al 30 giugno e 31 agosto possa usufruire di questo beneficio, ritorna alla carica. “La posizione assunta dal Consiglio di Stato conferma che la nostra battaglia sull’estensione della card docente per l’aggiornamento è legittima – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato – Invitiamo pertanto tutto il personale precario e chi ha svolto supplenze ad aderire al ricorso patrocinato dai legali del sindacato presso il tribunale del lavoro”.

Tutti i docenti interessati, anche se da poco di ruolo, possono ricorrere per far valere il proprio diritto al beneficio e al risarcimento dello stesso: la cifra recuperabile potrebbe ammontare a 2500 euro, oltre agli interessi legali. Occorre, però, affrettarsi, per non far cadere in prescrizione i crediti non riscossi entro 5 anni.