Bianchi
Bianchi, ministro dell'istruzione

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha fatto un discorso a margine della celebrazione per l’anniversario della morte di Marco Biagi. Ricordiamo come il giuslavorista e accademico venne ucciso il 19 marzo 2002 da un commando di terroristi appartenenti alle Nuove Brigate Rosse.

Bianchi ha ricordato Biagi con le seguenti parole: “La cosa che mi impressionava di Marco era questa capacità come giurista di confrontare le diverse situazioni e come intellettuale di cogliere le trasformazioni che c’erano nei sistemi produttivi, economici, sociali e umani. Vi era questa capacità anche di trovare un riformismo vero e come tutti i riformisti ha assaporato quanto fosse dura la solitudine del riformista”. Il ministro ha inoltre speso alcune parole sul mondo della scuola.

Bianchi: la differenza tra professori e maestri

Parlando della professione del docente, Patrizio Bianchi ha dichiarato: “In Italia forse abbiamo tanti professori e abbiamo pochi maestri, si tratta di restituire anche ai professori la dignità di maestro. È giunta l’ora di fare una scuola che sia più capace di dare tutte quelle competenze di vita comune che, probabilmente, noi abbiamo dato per scontato e che sono invece fondamentali”.

La creazione di una ‘nuova scuola’

Patrizio Bianchi, comunque, guarda al futuro e sembra essere al lavoro su un nuovo modo di intendere alla scuola, come affermato dallo stesso: “Stiamo lavorando tanto su un’idea di una nuova scuola che non sia legata solo al dare nozioni, a dare informazioni. Oggi i nostri ragazzi sono travolti di informazioni, sono annegati di informazioni, li stiamo riempiendo di cose in più, di informazioni in più: forse è anche il tempo di fermarsi un attimo e tornare a pensare che la scuola non deve dare informazioni in più ma dare più competenze per vivere insieme”.