personale Covid
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Come sappiamo, si è conclusa in maniera positiva la travagliata vicenda dell’organico Covid  che ha caratterizzato quest’anno scolastico 2022/23: il Consiglio dei Ministri dello scorso 17 marzo ha infatti deliberato per la proroga dei contratti fino a giugno 2022, suscitando l’approvazione da parte del personale interessato e dei sindacati che da tempo spingevano per il prolungamento. Gli incarichi non andranno oltre il 15 giugno ma non in tutte le regioni le supplenze avranno lo stesso termine: quale il motivo?

Proroga contratti organico Covid: scadenze diverse per gli incarichi

In base a quanto stabilito, il termine ultimo per il prolungamento delle supplenze dell’organico Covid non può andare oltre il prossimo 15 giugno, così come stabilisce la bozza del decreto legge che presto si dovrà pubblicare in Gazzetta Ufficiale:

“Al fine di proseguire le attività educative e didattiche in sicurezza sino al termine dell’anno scolastico 2021/2022, al comma 326 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 al primo periodo le parole “può essere prorogato fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022” sono sostituite con le seguenti “e prorogati fino al 31 marzo 2022, è prorogato fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022, e comunque non oltre il 15 giugno 2022” e al secondo periodo le parole “400 milioni” sono sostituite con le seguenti “……….”.

“Un importante atto che valorizza il lavoro di questo personale, docente ed ATA, in un momento così difficile per la scuola”, ha commentato il sindacato della Flc Cgil. Anche il sindacato Anief esprime il suo apprezzamento per il via libera del CdM: “Non si potevano privare le scuole di oltre 50mila docenti e Ata assunti con l’emergenza pandemica ma di fatto indispensabili per assolvere il diritto all’istruzione dei nostri studenti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale.

Tuttavia, non vi è un termine di fine contratto stabilito a livello nazionale per ogni scuola, ma il giorno di chiusura dell’incarico cambia di regione in regione. Questo dipende dal calendario scolastico regionale stabilito ad inizio anno da ogni USR: infatti, il Ministero delibera sul periodo minimo di giorni di lezione, ma poi è la Regione a stabilirne la data di partenza  e di fine delle attività didattiche, e le sospensioni durante l’anno legate alle festività o ricorrenze particolari. Sulla base di quanto indicato dall’amministrazione regionale, le singole scuole grazie all’autonomia possono procedere con ulteriori adattamenti, opportunamente motivati.

Date di scadenza per ogni regione

La scadenza dei contratti per l’organico Covid dipende dal calendario adottato da ogni regione  per la scuola primaria, secondaria di I e II grado. Riportiamo di seguito le date di fine delle lezioni:

4 giugno: Emilia Romagna, Marche.

8 giugno: Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto.

9 giugno: Calabria, Puglia, Umbria.

10 giugno: Liguria, Sicilia, Toscana, Provincia Trento.

11 giugno: Friuli Venezia Giulia.

16 giugno: Provincia Bolzano.

Le attività didattiche nella scuola dell’infanzia hanno fine il 30 giugno, ma in base alla bozza del decreto gli incarichi non potranno andare oltre il 15 giugno: il personale su organico Covid impiegato in questo grado di istruzione quindi ultimerà la propria supplenza due settimane prima.