Supplenze
Supplenze COVID

Supplenze personale Covid, la notizia dell’ufficializzazione della proroga dei contratti sino al termine dell’anno scolastico è stata salutata con soddisfazione dal mondo della scuola ma restano le incognite per quanto riguarda il destino di quei 55mila posti (tra personale docente e ATA) in vista dell’anno scolastico 2022/23. È quanto mai necessario, ora, che quei posti possano entrare nella dotazione stabile degli organici delle scuole, in modo tale da dare continuità a quanto accaduto in questi ultimi due anni scolastici.

Supplenze organico Covid, cosa accadrà dopo il 30 giugno?

In merito al prolungamento dei contratti dell’organico Covid sino al termine delle lezioni, i sindacati, pur apprezzando lo sforzo del governo, ritengono che si tratti di un ‘intervento tampone’: l’incognita è rappresentata dall’inizio del prossimo anno scolastico, anche perché il provvedimento straordinario dell’organico Covid, legato all’emergenza sanitaria, ha messo in chiara evidenza l’insufficienza dell’organico del personale scolastico. Un vecchio problema che, in considerazione dell’aiuto prezioso ed essenziale dei supplenti Covid, dovrebbe trovare finalmente una risposta ‘strutturale’ e a regime.

È indubbio che la scuola ha bisogno di porre urgentemente rimedio alle classi sovraffollate oltre all’adozione delle opportune misure sanitarie per svolgere l’attività didattica in piena sicurezza. Considerando l’importanza del lavoro svolto sino ad ora dai docenti e dal personale Ata in questi due anni vissuti in emergenza per la pandemia, sorge spontanea la domanda: “Che fine faranno questi lavoratori? Perché non possono restare anche in futuro, visto che tutti, in primis, dal Ministero dell’Istruzione, rimarcano la loro utilità?”

Anief: ‘Questi posti vanno collocati in organico di diritto’

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha sottolineato l’esigenza di non privare le scuole del personale Covid, in quanto ‘indispensabili per assolvere il diritto all’istruzione dei nostri studenti. Questi posti vanno collocati in organico di diritto: non dimentichiamo – ha sottolineato Pacifico – che negli ultimi 12 anni è stata tagliata, per effetto del dimensionamento, una quota di posti che corrisponde a cinque volte l’attuale organico Covid, parliamo di ben 250mila posti polverizzati. Farli diventare stabili è il minimo che si possa fare’.

Anche Flc-Cgil ha rimarcato la necessità di assegnare questi posti ‘con criteri nazionali, come avviene già per il restante organico, significherebbe anche mettere la parola fine sugli enormi e ingiusti ritardi nel pagamento degli stipendi al personale che tuttora pesa sui contratti Covid‘.