Il Ministero dell'Economia e delle Finanze
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze

Nuovo contratto scuola, novità in arrivo che non riguardano solamente gli stipendi del personale scolastico. L’atto di indirizzo, nei prossimi giorni, dovrebbe essere licenziato dalla Funzione pubblica: successivamente la direttiva sarà inviata all’Aran per l’avvio delle trattative con i sindacati. Le trattative, comunque, dovrebbero iniziare dopo la chiusura delle elezioni per le RSU. Non sono stipendi al centro dell’attenzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma anche il nodo riguardante la formazione obbligatoria del personale docente.

Nuovo contratto scuola, il nodo della formazione obbligatoria del personale docente

La formazione del personale docente, come riporta il quotidiano economico ‘Italia Oggi’ di martedì 22 marzo, diventerà obbligatoria anche se, a onor del vero, si tratta di una disposizione già prevista dalla cosiddetta Riforma Buona Scuola (la legge ‘renziana’ N. 107/2015). La formazione, dunque, entrerà tra gli obblighi di servizio per tutti gli insegnanti anche se emerge immediatamente una contraddizione: se da una parte il MEF spinge verso la formazione obbligatoria, dall’altra ha subito precisato che non ci sono le risorse per pagarla (e non è certamente una novità).

Il Ministero dell’Istruzione, di fronte alla presa di posizione assunta dal dicastero di Via XX settembre, avrebbe risposto che la nuova formazione obbligatoria non prevede la sostituzione del personale che andrà in formazione con personale supplente e che il tutto avverrà con i fondi messi a bilancio.

Il nodo della formazione in servizio

I sindacati, per la sola formazione sul sostegno per i tutti docenti non specializzati che abbiano nelle proprie classi un alunno con disabilità (25 ore obbligatorie previste dal PNRR), hanno stimato una spesa di 500 milioni di euro. Il nodo resta quello legato alle ore da utilizzare: se per la formazione a zero euro in più per le casse statali, si dovesse ricorrere alle 40 ore annuali riguardanti i collegi dei docenti, si rischia di compromettere le attività collegiali. Da qui nasce l’esigenza di riconoscere ai docenti, sul piano retributivo, le ore eccedenti.

Aumenti stipendi scuola

Per quanto riguarda gli aumenti retributivi, i fondi previsti dalla legge di bilancio andranno a coprire lo stipendio tabellare: l’incremento medio lordo, a regime, dovrebbe assestarsi sui 104 euro.

Una cifra irrisoria, come ha ribadito il presidente Anief, Marcello Pacifico, ai nostri microfoni: ‘Abbiamo chiesto al ministro Bianchi di stanziare delle risorse aggiuntive, non è una semplice richiesta ma tutto ciò riguarda l’impegno preso dal governo all’atto della sottoscrizione del Patto per la Scuola.

In quel patto, il governo, oltre a garantire l’elemento perequativo e un aumento delle risorse per il personale docente, aveva previsto delle risorse aggiuntive per valorizzare il personale scolastico. Queste risorse aggiuntive ancora oggi non ci sono: lo abbiamo ricordato al ministro e aspettiamo che il governo ponga finalmente in essere quelle promesse che aveva solennemente sottoscritto la scorsa primavera’.