Ius scholae per alunni stranieri
Ius scholae per alunni stranieri

Una delle tematiche che caratterizza ormai da molti anni il dibattito politico e sociale è legato al fenomeno dell’emigrazione: in queste ultime settimane, l’argomento è ritornato alla ribalta in seguito alla proposta di legge portata alla Camera da un esponente del Movimento Cinque Stelle. Si tratta dell’introduzione nel nostro Paese dello ‘Ius scholae’, una misura che, se accettata, estenderebbe la cittadinanza italiana a tantissimi studenti emigrati. Vediamo di seguito in cosa consiste e di cosa si tratta.

Ius scholae, proposta dal M5S

Ritorna tra gli argomenti di discussione del governo il problema dell’emigrazione e la questione delle riforme per concedere la cittadinanza italiana agli emigranti: in modo particolare si torna a parlare di ‘Ius scholae’, un provvedimento che, qualora approvato, costituirebbe un grande passo avanti nella strada dei diritti sociali. Ma di che cosa si tratta? Lo ‘Ius scholae’ è la possibilità di conseguire la cittadinanza italiana a seguito della frequenza comprovata in una scuola del nostro Paese.

La proposta di legge è approdata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera lo scorso 9 marzo: fautore è il deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia, presidente della Commissione, che ha ricevuto parere favorevole al testo base presentato. L’obiettivo è quello di ottenere la conversione in legge entro la fine della legislatura. Cosa prevede nello specifico la proposta del deputato pentastellato?

Cosa prevede la proposta

Il testo di Brescia prevede che tutti coloro che sono arrivati nel nostro Paese, prima del compimento del dodicesimo anno di età, possono presentare richiesta per ottenere la cittadinanza italiana: la condizione è, però, quella di aver frequentato portandolo a termine un percorso di studi pari a 5 anni.

Questa potrebbe costituire una grandissima opportunità per tutti i minori nati in Italia o giunti prima dei 12 anni: infatti, il conseguimento della cittadinanza avverrebbe con una procedura molto più agile delle attuali (Ius sanguinis). Ricordiamo che, già in passato, si era cercato di modificare e implementare le norme in vigore in merito, ad esempio con lo ‘Ius soli’ (cittadinanza automatica alla nascita in Italia), ma senza risultato, anche perché parte della destra si è mostrata contraria.

Per lo ‘Ius scholae’, invece, sembrerebbe che ci sia più accordo tra i partiti, infatti già il Pd, il M5S, Italia e Viva e soprattutto Forza Italia hanno espresso il proprio consenso al testo base della legge. Adesso inizierà la trafila legislativa che dovrebbe trasformare la proposta in legge: tuttavia sono tanti i passaggi e gli emendamenti che potrebbero portare a modifiche sostanziali.