Ministero dell'Istruzione
Ministero dell'Istruzione

La riforma del reclutamento dei docenti sarà attuata, secondo il programma fissato dal governo nel Dossier riguardante il monitoraggio dell’attuazione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), entro il prossimo 30 giugno. 

Reclutamento docenti, in arrivo un nuovo modello previsto dalla riforma collegata al PNRR

Nel Dossier preparato dal governo, infatti, si legge quanto segue: ‘La riforma mira a istituire un nuovo modello di reclutamento dei docenti, collegato a un ripensamento della loro formazione iniziale e lungo tutto l’arco della carriera, al fine di migliorare la qualità del sistema educativo italiano’. 

In particolare, si fa riferimento all’articolo 59 del D.L. n.73 del 2021 (convertito con legge n. 106/2021), il quale prevede disposizioni specifiche per la tempestiva nomina del personale docente, su posti comuni e di sostegno, nelle scuole di ogni ordine e grado, per l’anno scolastico 2021/2022 e la semplificazione delle procedure concorsuali per l’immissione in ruolo del medesimo personale, a cominciare da quelle relative alle classi di concorso delle materie scientifiche e tecnologiche (STEM).

Lo stesso ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha confermato la deadline del 30 giugno, nel corso del suo intervento al Senato in relazione allo stato di attuazione delle sei riforme che interesseranno la scuola e collegate al PNRR.

Bianchi punta sulla formazione iniziale e sull’aggiornamento continuo

Il ministro ha dichiarato che, entro giugno, il governo presenterà il testo della riforma del reclutamento dei docenti: ‘Questa riforma – ha aggiunto Bianchi – diventerà l’occasione per definire quali devono essere i percorsi di formazione iniziale ma anche i percorsi di aggiornamento continuo (tracciati con la scuola di alta formazione) che saranno incardinati nella riforma. Rappresenterà anche l’occasione per dare a chi lavora da anni nella scuola un percorso dignitoso per entrare nel grande corpo della scuola’.

Bianchi, a questo proposito, ha assicurato che le scadenze saranno rispettate: ‘Siamo nei tempi, manterremo le scadenze. Sul reclutamento stiamo lavorando e nelle norme troveremo le giuste soluzioni’.

Nuovo sistema di reclutamento

Come sarà strutturato il nuovo sistema di reclutamento? Secondo quanto anticipato dal ministro Bianchi, dovremmo aspettarci una rivoluzione in merito al sistema di formazione iniziale ma anche su quello riguardante l’intera carriera. Il ministro ha già accennato ad un nuovo percorso di formazione che possa permettere ai docenti di arrivare ai concorsi già abilitati, tramite il conseguimento di 60 CFU. In ogni caso, il Ministero dell’Istruzione deve ancora mettere a punto diversi dettagli.

La sottosegretaria Barbara Floridia ha dichiarato, a proposito della riforma del reclutamento: ‘È importante la formazione in servizio degli stessi insegnanti, un sostegno concreto a ragazzi e famiglie anche attraverso una piattaforma unica dove trovare informazioni e materiali utili a orientare al meglio alle successive scelte formative. Si tratta di un lavoro – ha precisato la sottosegretaria al Ministero – che in larghissima parte già si fa nelle scuole. Ora diventa un programma organico e sistematico, finanziato con le giuste risorse’.

Capitolo concorsi

La riforma del reclutamento dei docenti, in ogni caso, dovrà passare anche da una revisione dello svolgimento dei concorsi, visto che le forze politiche e i sindacati hanno, più volte, sottolineato la loro contrarietà ai quiz. ‘Affondare il sistema scolastico non è difficile – ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Cultura al Senato, Mario Pittoni – Selezioniamo i docenti con concorsi e abilitazioni a crocette senza preoccuparci di attitudine, capacità, esperienza ed è fatta. Ma qualcuno ha fatto i conti senza l’oste…“.

Dello stesso avviso, il segretario di Flc-Cgil, Francesco Sinopoli, che nel corso di un suo intervento a ‘Orizzonte Scuola TV’, ha sottolineato: ‘Non crediamo che un concorso a quiz possa essere la soluzione. Non scherziamo, serve un sistema di abilitazione, prima di tutto, fondato sulla formazione. L’idea di una riforma delle lauree la vedo complicata. Bisogna pensare a stabilizzare i precari e a garantire una formazione iniziale adeguata ai bisogni della scuola’.