concorso secondaria
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Il 14 marzo scorso sono partite le prove scritte del concorso ordinario per la scuola secondaria di I e II grado: dopo due anni di attesa i candidati possono finalmente svolgere la prova scritta. Questa ha subito le modifiche apportate dal Decreto Sostegni Bis: consiste nel superare un quiz a risposta multipla composto da 50 quesiti. Dai risultati pervenuti emerge che in pochi stanno riuscendo a passare la prova: sono diversi i commenti di disapprovazione nei confronti del metodo di selezione scelto e applicato dal Ministero.

Polemiche sui quiz del concorso ordinario per la secondaria

Sui social da giorni spopolano i commenti dei candidati del concorso ordinario per le assunzioni in ruolo nella scuola secondaria di I e II grado: gli aspiranti docenti precari sono alle prese con l’unica prova scritta prevista che, in base a quanto riportato dalla maggior parte di loro, risulta essere molto complessa.

Gli stessi numeri di chi riesce a superare lo scritto, strutturato in domande a risposte multipla, indicano la difficoltà della prova: i candidati devono confrontarsi con quesiti estremamente nozionistici, basati in molti casi su conoscenze affidate alle capacità di memoria di ognuno. Domande del tipo “l’incipit del romanzo di…” o “quali tra questi aggettivi non è utilizzato dal poeta” sono tra i test più complessi, perché basati appunto sulle facoltà mnemoniche di ciascuno.

E così in particolar modo su facebook si susseguono i commenti dei candidati dopo aver affrontato lo scritto, che esprimono tutto il proprio disappunto nei confronti del Ministero dell’Istruzione per avere somministrato domande in realtà anacronistiche rispetto a ciò che un insegnante è chiamato a promuovere nei propri studenti.

La scuola non punta più sulla mera acquisizione di conoscenze, ma sulla promozione delle competenze di ogni suo alunno, sulla costruzione del sapere e del pensiero critico. E il quiz somministrato per il concorso sembra non stare al passo con i tempi: al contrario, sta facendo un grande salto all’indietro.  

Quiz tra ‘roulette russa’ e ‘tiro al bersaglio’

Sempre sui social, la modalità del quiz scelta dal Ministero è stata definita come un tiro al bersaglio o una roulette russa: ma ad essere colpiti ed eliminati sono insegnanti che si sono preparati a fatica poiché nella maggior parte dei casi lavorano a scuola come precari. Ma questi docenti che si bocciano al concorso, il giorno dopo ritornano ad insegnare le stesse materie e per le stessa classe di concorso per cui non sono risultati abbastanza preparati per superare la prova: siamo di fronte a un grande paradosso.

Pareri contrari alla modalità di reclutamento a quiz anche da parte dei sindacati

Nello stesso tempo arriva il disappunto da parte dei sindacati nei confronti dei quiz del concorso della secondaria: il segretario nazionale della Flc-Cgil, in un’intervista realizzata da ‘Orizzonte Scuola’, aveva dichiarato che una procedura concorsuale basata sulla somministrazione di test a crocette non può costituire la soluzione al problema del reclutamento.

Anche il sindacato Snals ha espresso parere contrario: ““Le tornate concorsuali in via di svolgimento per tutte le classi di concorso e i posti di insegnamento dimostrano che non è perseguibile una logica selettiva fondata sulla somministrazione di quiz” scrive Elvira Serafini, segretaria generale Snals in un comunicato stampa.  

‘È giunto quindi il momento di riformare il sistema di reclutamento del personale valorizzando il servizio di coloro che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole – ha aggiunto Serafini – attraverso nuove procedure straordinarie e semplificate per i docenti e rendendo stabile la procedura straordinaria di immissione in ruolo per gli specializzati e gli abilitati’.