Decreto riaperture
Decreto riaperture

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Riaperture (Decreto Legge n. 24 del 24 marzo 2022) è entrato in vigore da ieri, 25 marzo: sono diverse le misure previste in ambito scolastico, dall’uso delle mascherine, alla dad, alla fine della sospensione del personale non vaccinato. Già dalle prime ore dalla sua ufficializzazione, tuttavia, sono emerse alcune criticità messe in luce da alcune forze politiche e sindacali, come la Flc-Cgil.

Le misure del Decreto Riaperture per la scuola non convincono tutti

Il governo ha disposto il superamento delle misure anti Covid con il Decreto Riaperture in vigore dal 25 marzo: la strada presa è quella verso un graduale ritorno alla normalità con un allentamento delle norme, fino a questo momento, adottate. In precedenti articoli abbiamo illustrato le nuove disposizioni approvate dall’esecutivo in ambito scolastico: alcune di queste misure, tuttavia, presenterebbero delle criticità, come ha evidenziato Vittoria Casa del Movimento Cinque Stelle, presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera.

Anche il sindacato Flc-Cgil giudica errate, sotto vari profili, le misure previste per la scuola dal Decreto Legge. In particolare, in un comunicato stampa, la sigla sindacale sottolinea che tali disposizioni “introducono discriminazioni all’interno del personale docente, e fra docenti e personale Ata; sottraggono fondi ai contratti integrativi delle scuole limitandone l’operatività; contraddicono l’operato dello stesso Ministero dell’Istruzione in materia di didattica a distanza”.

Le criticità del Decreto individuate dalla Flc-Cgil

Il sindacato rimarca, ad esempio, l’aspetto critico inerente le sostituzioni del personale non vaccinato, che dal 1° aprile non è più soggetto a sospensione: queste sostituzioni si possono effettuare relativamente al personale docente, ma non per gli ATA. Infatti, il Decreto Riaperture stabilisce che il docente non vaccinato può rientrare a lavoro, ma svolgerà attività di supporto alle attività didattiche e non dovrà venire a contatto con gli studenti. Non è ben chiaro come il personale ATA non vaccinato potrà rientrare in servizio e prestare attività di assistenza alla didattica nei vari momenti e spazi scolastici.

La Flc-Cgil sottolinea un ulteriore aspetto molto rilevante: le scuole dovranno attingere dal proprio Fondo d’istituto le risorse economiche per il pagamento delle sostituzioni da effettuare sul personale docente. In questo modo, i fondi si tolgono alle scuole stesse e non si considera che queste risorse erano state destinate per altri scopi e per attività precedentemente organizzate. Infine, vengono segnalate criticità anche in riferimento alla didattica a distanza che, secondo il sindacato, diventerebbe un “servizio a domanda individuale” richiesto dalle famiglie.  

Il sindacato, pertanto, chiede “al Ministro di dare un immediato segnale di sospensione dell’efficacia del Decreto fino a chiarimento su queste misure sbagliate, discriminatorie e difficilmente gestibili”.