concorso ordinario scuola secondaria
concorso ordinario scuola secondaria

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dal gruppo T1 per la classe di concorso A060, in merito agli errori e alle irregolarità riscontrate nello svolgimento delle prove scritte del concorso secondaria.

Anomalie riscontrate nel concorso ordinario scuola secondaria – Tecnologia A060

Gentilissimi,
Vi scriviamo in rappresentanza di un corposo gruppo di partecipanti al concorso ordinario per titoli ed esami finalizzato al reclutamento per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di I e II grado ISTS – 28 luglio 2020 che, il giorno 23 Marzo 2022 nel turno di mattina (gruppo T1), ha sostenuto la prova scritta in modalità computer – based per la classe di concorso A060.

Il gruppo è costituito esclusivamente dai partecipanti che hanno raggiunto i punteggi di 66 – 68, non raggiungendo la soglia minima dei 70 punti, come stabilito dal comma 5 art. 3 delle Disposizioni modificative al decreto 21 aprile 2020, n. 499, recante: «Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado», ai sensi dell’articolo 59, comma 11, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106.

Siamo stati tutti giudicati con il peggiore dei risultati, sarebbe stato meglio fare peggio per certi versi e, tutto ciò per quesiti impropri, mal posti, con errori ortografici che hanno tratto in errore molti concorrenti e/o comunque discutibili per contenuti, errori, mancanza di legame ai quadri di riferimento e per una gestione del concorso, tra l’altro, anomala o comunque non paritaria per tutti i concorrenti.

In attesa della pubblicazione degli esiti con i relativi quesiti, non possiamo oggettivamente fare un’analisi certosina e accurata delle singole domande, che hanno creato dubbi e consecutivi errori, ma certamente alla corrente mail seguirà, a tempo debito, una successiva missiva dettagliata e analitica dei motivi per cui chiediamo una rivisitazione dei contenuti della prova e delle relative valutazioni, delle modalità in ultimo, con cui si è attuata per i vari plessi che hanno accolto noi concorrenti.
Le MODALITA’ CONCORSUALI, allo stato attuale, rappresentano l’unico punto che possiamo discutere più approfonditamente, relazionando quanto segue.

I successivi punti, per ovvietà, avranno allo stato attuale solo un carattere prettamente discorsivo e informativo, in attesa, come già ribadito, della pubblicazione degli esiti e dei testuali di riferimento dei quiz sottopostici.

PUNTO 1
In rif. al punto 3 art. 4 delle Disposizioni modificative al decreto 21 aprile 2020, n. 499, recante: «Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado», ai sensi dell’articolo 59, comma 11, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106.
“(…) La vigilanza durante la prova è affidata dall’Ufficio Scolastico Regionale agli stessi membri della commissione esaminatrice, che possono essere supportati, ove necessario, da commissari di vigilanza scelti dall’Ufficio scolastico regionale sul cui territorio si svolge la prova. Per la scelta dei commissari di vigilanza valgono le cause di incompatibilità previste per i componenti della commissione giudicatrice di cui al decreto ministeriale 9 novembre 2021, n. 326. Qualora le prove abbiano luogo in più edifici, l’Ufficio Scolastico Regionale istituisce per ciascun edificio un comitato di vigilanza, formato secondo le specifiche istruzioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive modificazioni (…)”.
L’art. 3 palesa che le Commissioni fossero individuate per singole Regioni a cui, in seconda istanza avrebbero fatto riferimento degli Organi di vigilanza preposti che, si SAREBBERO DOVUTI ATTENERE, INSINDACABILMENTE, AL DECRETO E AVREBBERO DOVUTO GESTIRE IN SINTONIA ED EQUILIBRIO GLI STESSI CASI, PER STESSI PLESSI O PLESSI DIVERSI, A LIVELLO PROVINCIALE, REGIONALE E NAZIONALE.

Ciò nonostante, nei singoli plessi, gli ORGANI DI VIGILANZA, (su indicazione delle Commissioni, a loro dire), hanno gestito in modo autonomo il regolamento di concorso, comportando trattamenti disomogenei tra i concorrenti.Detto ciò:
In rif. all’art. 7 del medesimo decreto, infatti, veniva specificato che: “Durante lo svolgimento della prova i candidati non possono introdurre nella sede di esame carta da scrivere, appunti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, strumenti di calcolo, telefoni portatili e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati, salvo diversa indicazione della commissione nazionale di esperti. E’ fatto, altresì, divieto ai candidati di comunicare tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero di mettersi in relazione con altri, salvo che con gli incaricati della vigilanza e con i componenti della
commissione esaminatrice. In caso di violazione è disposta l’immediata esclusione dal concorso”.

Pur avendo molte sedi concorsuali rispettato le disposizioni del DECRETO, gestendo le operazioni con accantonamento dei dispositivi, quali cellulari per esempio, di borse, di libri e quant’altro, (precisiamo e ribadiamo che l’articolo 7 VIETAVA L’INTRODUZIONE DELLA CARTA, non la possibilità di AVERLA dagli organi istituzionali preposti. Introdurla da fuori poteva, GIUSTAMENTE, comportare la possibilità da parte di concorrenti non corretti deontologicamente, di riportare e copiare delle nozioni per esempio, portarle con se in sede di concorso), i fatti concretamente dimostrabili,
mostrano uno sviluppo del concorso disomogeneo per “singola sessione dello stesso concorso“.

Tale DIFFORMITA’ sarebbe stata chiaramente infattibile e inoppugnabile, con fogli messi a disposizione dalla vigilanza / organi competenti.
Ci sono state gestioni e interpretazioni diverse di questo regolamento, che tutto spiegava, tranne la possibilità di fornire materiale utile all’esplicazione di una prova in questo caso ”tecnica”.
Una prova tecnica è fatta di lucidità, attenzione, calcoli, memoria e ovviamente preparazione. Se da una parte la tensione emotiva di un concorso, gioca a discapito di un concorrente sulla resa qualitativa del risultato da ambire, figuriamoci nel caso di un concorso strutturato su definizioni, applicazioni di formule e calcoli che, per quanto semplici, dovendoli svolgere a mente, in una situazione non ORDINARIA, possono indurre in errori semplicistici ma pur sempre errori ai fini di una valutazione definitiva.

Avendo concretamente appurato le seguenti situazioni:
● Sedi che non hanno dato disponibilità dei fogli;
● Sedi che hanno dato disponibilità dei fogli;
● Sedi che hanno dato disponibilità dei fogli, controfirmandoli e ritirandoli a fine sessione;
● Sedi che hanno dato disponibilità dei fogli con intestazione della sede dell’istituto
accogliente;
● Sedi che hanno, di loro iniziativa, preposto gli ambienti di esame predisponendo a priori un
foglio per banco/ concorrente,
CHIEDIAMO per QUESTO PRIMO ASPETTO ANALIZZATO
Che vengano convalidati i quesiti di calcolo o ragionamento come:
– quesito inerente il calcolo del circuito;
– quesito inerente la definizione di sezione aurea.

La memoria visiva non era oggetto d’esame, parliamo tanto di inclusività, creando invece, discrepanze di resa e valutazione tra chi aveva e chi non aveva i fogli dove poter appuntare un calcolo o un ragionamento, non arrestandosi semplicemente alla fallace memoria visiva (calcoli e applicazione di formule, immaginazione di segmenti e dell’ordine sparso di questi, per IMMAGINARE VISIVAMENTE una risposta corretta, tra le varie di definizione di sezione aurea), già comprovata emotivamente dallo stato apprensivo e dall’ansia prestazionale in se, incorrendo in errore su domande che, se affrontate per tutti allo stesso modo, indubbiamente sarebbero state un contributo in più, utile per molti, al raggiungimento della soglia minima del 70. La discrepanza oggettiva c’è stata, per cui si chiede di poter quantomeno rivedere in nome dell’INCLUSIVITA’, la valutazione giusta di questi punteggi mancanti, per una giusta, equa ed oggettiva valutazione nei confronti di tutti i concorrenti che, ribadiamo, non sono macchine né emotivamente né praticamente. Il concorso per insegnanti si è trasformato in un test sulle conoscenze, ignorando del tutto gli aspetti pedagogici, emotivi e attitudinali dei candidati.

PUNTO 2
Sulla scorta di quanto riportato nelle prime righe di questa missiva, ribadiamo il fatto per cui, allo stato attuale (in attesa dell’ufficialità degli esiti delle prove), il nostro vuole essere un appello alla correttezza e al rispetto della deontologia nonché al rispetto della parità dei diritti dei partecipanti ad una stessa SESSIONE di uno stesso CONCORSO.
Affinché un item (= domanda) sia valido e considerabile chiuso, è necessario che la domanda sia formulata in maniera univoca e, quindi, si presti ad una sola interpretazione.

Di seguito riportiamo episodi di quiz specifici ad ora trattati in maniera discorsiva, a dimostrazione del fatto che gli stessi quiz proposti hanno generato confusione/errori.
Esempi di dubbia interpretazione univoca di domanda, sono sicuramente i seguenti:1) Una domanda chiedeva quale fosse un prodotto derivato della sostanza grassa del latte.

Una domanda simile può avere una doppia interpretazione: infatti dalla sostanza grassa del latte si ricava la panna, che altro non è che il grasso stesso, ossia la crema, che è separata dal latte nel processo di centrifugazione, ma allo stesso tempo è possibile ricavare il burro, ottenuto con una serie di lavorazioni successive, ma comunque un derivato della sostanza grassa del latte.
La domanda, se effettivamente così formulata come riportato dai più, sarebbe dovuta essere esplicitata meglio, precisando per esempio un processo di lavorazione distintivo per discernere tra l’uno e l’altro prodotto derivato.
Ancora non si conosce quale delle due risposte sia considerata dal Ministero esatta, ma in termini di
oggettività, risultano valide entrambe.

2) Una domanda chiedeva a cosa si ispirasse la dieta contenente i dietary gol?
Tale domanda contiene un palese errore ortografico. Gol infatti dovrebbe stare per “goals”, che in
inglese significa obiettivi.
Un errore di battitura, in una prova concorsuale di tal genere, cioè puntuale e coincisa, è sicuramente fuorviante.
Una domanda la cui risposta può essere più determinata dall’intuito degli aspiranti che riescono ad essere lucidi in una prova concorsuale, facendo riferimento al fatto che la dieta mediterranea è da sempre prototipo esemplare di dieta sana, che per la reale conoscenza e competenza della materia; tuttavia si sa che al momento di un concorso, lucidi certamente non si è, ed è facilissimo cadere in errore anche su sciocchezze.


3) Una domanda parlava dell’utilizzo di plug in o estensione nella personalizzazione dell’interfaccia di browser quali Firefox o Chrome. Orbene, si parla tanto di anglicismo, di termini nuovi che hanno un impatto sempre più corrente sulla lingua italiana, il più ricorrente che ci sovviene è LOCK DOWN o nel caso specifico TEST, QUIZ e non questionario di CONCORSO. Per lungo tempo questi browser hanno utilizzato entrambe i termini, basta fare anche una semplice lettura dei motori di ricerca nella lingua madre “inglese”, per appurare poi la traduzione e l’utilizzo che se ne è fatto nella lingua italiana a prescindere precisiamo dall’evoluzione della PROGRAMMAZIONE DI QUESTE APPLICAZIONI.

4) Una domanda parlava dell’inviluppo e una del segmento aureo
Gli argomenti proposti sono di geometria pura e non di disegno tecnico che è l’insegnamento impartito per metà delle ore annuali di lezione in questa classe di concorso. Geometria pura fa parte di un’altra classe di concorso ovvero l’A028. Mentre di domande relative al disegno tecnico ce n’erano giusto due. Tra l’altro, ad avvalorare la cosa sta il fatto che l’argomento non era neanche riportato nell’ALLEGATO A di concorso (dettagliatissimo e che non lasciava nulla al caso).

5) La domanda sulla lega della ghisa.
È assolutamente imprecisa poiché fuorviante visto che, così come esposta, potrebbe dare adito a più soluzioni corrette.
6) Non è stato rispettato il numero di domande indicate per ogni argomento. Inoltre, alcuni dei quesiti che stiamo segnalando li abbiamo ritrovati online e sulle piattaforme individuate hanno risposta multipla.
7) L’imprecisione di molte domande comportava la potenziale duplice risposta tra le opzioni proposte. Nello specifico, per esempio possiamo ricordare il quesito inerente il contenuto di carbonio nell’acciaio e cosa comportasse nella sua riduzione.
– Si riduce la resistenza a trazione, la plasticità e la saldabilità. Nelle risposte almeno due di queste tre cose c’erano, quindi la domanda aveva indubbiamente una doppia risposta.
– Qual è la percentuale di carbonio nella ghisa? La percentuale di carbonio nella ghisa è tra il 2% ed il 6,5%. La risposta non dava un intervallo ma fissava categoricamente che doveva essere maggiore del 5%. A tal proposito c’è da sottolineare che il limite tra l’acciaio e la ghisa è il 2%.

Infine, a seguito delle suddette segnalazioni riguardo il quadro complessivo delle domande errate, imprecise e malfatte vorremmo porre l’attenzione sulla dinamica complessiva che potrebbe assumere la valutazione nella nostra classe di concorso. Infatti, considerando quanto accaduto nella sessione T3 svolta la mattina del 24/03/2022, ove la domanda in questione posta sul “calcolo della densità” possa essere valutata errata e che pertanto il voto calcolato dovrà essere rimodulato su un parametro diverso da quello previsto, verrebbe a mancare la equa valutazione tra le sessioni. Tale situazione produrrebbe una palese disparita di giudizio tra i candidati partecipanti per la medesima classe di concorso. Pertanto si dovrebbe ritenere il parametro minimo nel punteggio di 68 e non più 70.
Vorremmo provare o cercare di alleviare questo smacco, conseguendo (siamo tutti 66-68 da tutta Italia) almeno la soglia minima di voto, per l’accesso alla prova orale.