concorso secondaria
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Continua lo svolgimento della prova scritta del concorso ordinario della scuola secondaria di I e II grado in base alla calendarizzazione stabilita dal Ministero dell’Istruzione: dal 14 marzo scorso, infatti, gli aspiranti docenti a tempo indeterminato sono alle prese con i quiz a risposta multipla preparati per ogni classe di concorso. Fino a questo momento si è registrato un boom di bocciati, tanto che proprio il sistema a quiz è ora sotto accusa: occorre giungere al più presto ad una riforma del reclutamento.

Bocciati i quiz del concorso ordinario per la scuola secondaria

In queste ultime settimane, l’attenzione di gran parte dei docenti precari della scuola è focalizzata sulla prova scritta del concorso ordinario per la scuola secondaria: in più occasioni abbiamo evidenziato l’alto numero di candidati che non riesce a superare i quiz (si pensi al caso della Puglia e della Lombardia), ritenuti troppo nozionistici ed eccessivamente distanti da ciò che, nella realtà, caratterizza la pratica dell’insegnamento.

Sui social si susseguono i commenti dei candidati, delusi da una procedura giudicata eccessivamente complessa, definita ora come una ‘roulette russa’, ‘tiro al bersaglio’, ‘una Caporetto’, ora come ‘il gioco dell’Eredità’. Da più parti, sia politiche e sindacali, arrivano commenti che riconoscono l’inadeguatezza del sistema di selezione previsto dal Ministero e che sottolineano la necessità di dare vita a una nuova forma di reclutamento: aspetto tra l’altro da risolvere con urgenza, considerate le dimensioni del precariato nel nostro Paese.

Occorre al più presto una riforma del reclutamento

In un post su Facebook, il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, ha bocciato, senza alcun dubbio, il concorso a quiz: le domande a risposta multipla, infatti, non possono giudicare un candidato che aspira a diventare docente poiché sono inadatte a valutare il ruolo che un insegnante svolge nella e per la società.

Sasso non ha dubbi in merito, l’unica via percorribile, in linea con quanto ripetuto da tempo dalla Lega, è quella del doppio canale di reclutamento: “Un doppio canale che, alle procedure concorsuali, affianchi la stabilizzazione dei precari storici della scuola, che da anni contribuiscono a mandare avanti un sistema che però si rifiuta sistematicamente di riconoscere loro un sacrosanto diritto”.

Come abbiamo visto, anche le organizzazioni sindacali stanno esprimendo una valutazione negativa sul sistema a quiz: in un comunicato stampa di oggi 28 marzo, anche Flc Cgil boccia la procedura del concorso in atto. Per il sindacato, il Ministero ha optato per questa soluzione perché ha costi bassi, non prevede corsi di formazione e si basa sul conseguimento dei 24 CFU, requisito necessario per tutti i partecipanti che hanno dovuto pagare circa 500 euro per il loro raggiungimento.  Per la Flc Cgil, che chiede la pubblicazione delle prove svolte su Istanze Online in tempi celeri, occorre ripristinare i percorsi abilitanti per tutti i precari con tre anni di servizio: per questo richiede un incontro con il Ministero per delineare nel concreto una riforma del reclutamento basato su un sistema efficace e di qualità.