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Mario Draghi

Riforma pensioni 2023: nonostante la fase di stallo dovuta alla situazione internazionale, il governo ed il Ministero del Lavoro hanno di fatto fornito le linee guida generali da seguire per arrivare entro fino anno ad una riforma strutturale delle pensioni. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Come procede il confronto

Nel corso delle ultime settimane, il confronto tra governo e sindacati sul tema pensionistico è giunto ad un punto di stallo. Complice anche la situazione internazionale che preoccupa il Paese.

Al momento, infatti, non sono previsti ulteriori appuntamenti fra le forze politiche. Tuttavia, con la direttiva numero 28 del 2022, il Ministero del Lavoro ha già fornito una serie di linee guida generali da seguire per giungere entro la fine dell’anno ad una riforma delle pensioni. Ecco che cosa c’è da sapere a riguardo.

Riforma pensioni: le linee guida

Nonostante ad oggi il confronto fra governo e sindacati sia di fatto fermo, il Ministero del Lavoro ha già posto le basi per poter definire una programmazione strategica ed operativa che dovrebbe condurre alla riforma pensionistica entro la fine dell’anno.

In particolare, all’interno della direttiva numero 28 del 2022, il ministro Andrea Orlando ha definito una serie di linee guida generali che insistono su alcuni punti fondamentali. Tra questi:

  • la centralità del confronto con le parti sociali, al fine di garantire un sistema equo e flessibile nell’uscita dal mercato del lavoro;
  • l’assegnazione di obiettivi strategici ed operativi che i dirigenti di primo livello del Ministero dovranno sviluppare nel corso di quest’anno;
  • il collegamento e la coerenza tra le priorità politiche del governo e quelle assegnate dal ministro all’Amministrazione.

Tali premesse fanno, quindi, pensare ad una prossima ripresa del dialogo. Tuttavia, viste le tempistiche attuali, è altamente probabile che la riforma non riesca a trovare posto all’interno del DEF.