TFA sostegno
TFA sostegno

TFA Sostegno VII ciclo: la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 333 del 31 marzo 2022 dà ufficialmente il via alla procedura per il conseguimento dell’abilitazione del titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. Sono 25.874 i posti in tutto, da distribuire nei vari ordini di istruzione: anche stavolta, tuttavia, si riscontrano forti disparità nella loro ripartizione territoriale.

Disparità nella distribuzione regionale dei posti per il TFA sostegno VII ciclo

Il Ministero dell’Università e della Ricerca con il Decreto n. 333 del 31 marzo 2022 ufficializza la procedura per il VII ciclo del TFA sostegno: si tratta di un momento molto atteso dai tantissimi aspiranti docenti specializzati nell’inclusione scolastica e che, nello stesso tempo, rappresenta una necessità per il mondo della scuola.

Ogni anno, infatti, durante le assunzioni in ruolo, molte cattedre restano vuote a causa della mancanza di docenti con il titolo di specializzazione, carenza che si riscontra maggiormente nel conferimento degli incarichi annuali e temporanei: moltissime supplenze, infatti, si conferiscono a personale non specializzato, nonostante recenti sentenze stabiliscono che i docenti debbano avere il titolo.

Il suddetto decreto stabilisce la distribuzione per ogni regione dei posti messi a bando: analizzando le tabelle allegate sulla ripartizione regionale salta subito all’attenzione che la maggior parte delle disponibilità si registra ancora una volta nel Sud Italia. Anche con il nuovo ciclo del TFA, quindi, ritorna un problema ormai vecchio: la disparità tra le varie aree territoriali.

Per la Cisl Scuola questa disparità è incomprensibile

Distribuzione per niente equa e proporzionale rispetto alle esigenze del territorio: si pensi che per la Lombardia si sono assegnati 1240 posti contro i 5000 della Sicilia, ma è la prima regione ad avere annualmente serie difficoltà nel conferimento degli incarichi a docenti specializzati, mentre in Sicilia le cose vanno meglio.

A sottolineare la disparità della distribuzione dei posti a livello territoriale è la Cisl Scuola che, in un comunicato stampa, evidenzia che quest’anno al Nord si è registrato il 63% dei posti vacanti finalizzati al ruolo, di contro il 20% circa che si è potuto ricoprire. La segretaria generale Ivana Barbacci si chiede cosa possa non funzionare nelle Università del Nord o se ci sia un disinteresse verso l’istruzione e l’inclusione scolastica.

“La CISL Scuola denuncia da anni questa situazione, sempre più insostenibile; finora nulla è cambiato, quindi il tema va nuovamente posto all’attenzione di tutti affinché nei prossimi due anni, che vedranno l’attivazione – finalmente – di altri 64.000 TFA, si possa raggiungere una distribuzione dei percorsi più equa e rispondente ai bisogni di tutti gli alunni del Paese” afferma Ivana Barbacci.

“Tanti alunni con disabilità trovano in classe ogni anno docenti che insegnano sul sostegno privi di titolo; per loro sarebbe opportuno prevedere l’accesso diretto e garantito ai percorsi di formazione, per raggiungere la specializzazione e poter essere assunti in ruolo – conclude – così da garantire una continuità didattica sempre sbandierata a parole ma negata nei fatti da politiche sulla formazione che si rivelano del tutto inadeguate e prive di lungimiranza”.